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Ponchielli tutto esaurito per Riccardo Muti e l'Orchestra Cherubini

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Foto di Silvia Lelli

Riccardo Muti e l’Orchestra Cherubini sono approdati questa sera in un teatro Ponchielli esaurito in occasione della tournèe italiana per il decennale della Cherubini (fondata appunto dallo stesso Muti). La tappa del Ponchielli è stata anche quella di chiusura della tournée. L’orchestra si è esibita nella Sinfonia n. 4 in do minore “Tragica” D 417 di Franz Schubert e nella Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Composte l’una all’inizio l’altra verso la fine del 1800, la “Tragica” di Schubert e la Quinta di Čajkovskij rappresentano due delle opere più riuscite del genere sinfonico post beethoveniano, autentico riferimento musicale per tutto il XIX secolo ed oltre. Ispirata proprio al modello beethoveniano (con un esplicito richiamo alla celeberrima Quinta, con cui condivide la tonalità di do minore) la Quarta di Schubert è tuttavia caratterizzata da una vena più lirica, affine al carattere di molte composizioni dell’autore austriaco, che attribuì solo in un secondo momento la denominazione di “Tragische” alla propria opera. Di altrettanto impatto emotivo è la Sinfonia n.5 di Čajkovskij, che alla prima esecuzione non soddisfò del tutto né il proprio autore (anche direttore per l’occasione) né il pubblico. Anche questa sinfonia è in tonalità minore (mi minore) e possiede un ideale rimando all’omologa beethoveniana, con una sorta di tema conduttore che secondo l’autore russo dovrebbe esprimere «una completa rassegnazione di fronte al destino».

 

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