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Servizio idrico integrato, per quale motivo ora è tutto fermo?

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Si è corso per mesi al fine di arrivare ad una decisione definitiva sull’affidamento del Servizio idrico integrato e per l’avvio dei lavori più urgenti sulla rete idrica, ma ora sembra che tutto si sia fermato. A porsi qualche domanda è Giuseppe Trespidi, segretario provinciale di Udc Cremona.

“Agli inizi del 2014 il tema degli investimenti nel settore idrico era posto all’ordine del giorno da parte di Padania Acque Gestioni perché in assenza dell’affidamento in house al gestore unico del Servizio Idrico Integrato non si poteva dar corso agli investimenti previsti nel Piano d’ambito approvato dai sindaci del territorio cremonese – ricostruisce Trespidi -. È stato un periodo di lavoro molto intenso la primavera e l’inizio estate del 2014. La Commissione provinciale Affari Istituzionali insieme con quella di Garanzia fece diversi incontri con i vertici di Padania Acque Gestioni, della Provincia e dell’Ufficio d’ambito per accelerare i lavori di retrocessione delle quote societarie detenute dalle Società di gestione ai Comuni. Per accelerare l’affidamento era chiesto a Padania Acque Gestioni la presentazione del piano d’impresa (business plan) della società per i prossimi quattro anni insieme al bando per l’individuazione del manager che avrebbe dovuto assumere il ruolo di direttore generale”.

Il business plan era il passaggio fondamentale nell’iter di affidamento del servizio idrico integrato perché uno dei requisiti indispensabili era quello della sostenibilità finanziaria del piano di investimenti previsto dal Piano d’ambito, che nel quadriennio 2014-17 è di 89 milioni di euro. “C’era inoltre l’urgenza dell’affidamento perché degli interventi ritenuti non procrastinabili non potevano essere realizzati dai Comuni per effetto del Patto di stabilità che era stato esteso anche ai Comuni sotto i cinquemila abitanti cui si aggiungevano, – continua Trespidi – le direttive normative dell’Aeegsi (Autorità nazionale dell’Energia e del Servizio Idrico), competente sulle tariffe dell’acqua e sulla regolazione dei rapporti tra Ente affidante e Gestore dei servizi idrici, che escludevano nel calcolo della tariffa il conteggio degli interventi non fatti dal gestore unico. Vien da pensare che sia proprio vero il detto che’“chi fa le norme vive ai confini della realtà’ perché, in questo caso, la rigidità di una norma anziché favorire i cittadini e le amministrazioni complicava solo la possibilità di superamento delle criticità.Infine un impegno urgente per il Comitato di indirizzo e di controllo di Padania Acque Gestioni, che esercita funzioni nei confronti degli organi societari ai fini dell’esercizio del controllo analogo sulla gestione dei servizi oggetto di affidamento diretto (in house), sarà quello di accelerare l’iter riguardante il bando pubblico per l’individuazione del direttore generale. Direttore generale che per essere pronto ad agire quando ci sarà l’affidamento doveva essere assunto entro la prima decade di luglio. In tal modo le proposte dell’ulteriore efficientamento della Società potevano essere coincidenti con le procedure di avvio della gestione e degli investimenti”.

Ora l’iter per l’affidamento del Servizio Idrico Integrato a Padania Acque Gestioni si è concluso nel luglio 2014, ma nulla è più stato fatto. Per questo, secondo Trespidi, sorgono spontanee alcune domande: “Come mai non si è ancora proceduto al bando per l’individuazione del manager che dovrà ricoprire il ruolo di direttore generale? A che punto sono gli affidamenti dei lavori ritenuti improcrastinabili nella primavera del 2014? A che punto sono le progettazioni per effettuare i bandi delle opere da mettere a gara? Per Padania Acque Gestioni sono prioritari gli investimenti o la fusione societaria? Mi sembra che le energie debbano essere indirizzate per le finalità per le quali si è costituita la Società unica di gestione e non lasciarsi fuorviare da altre “nobili” tentazioni ma non prioritarie”.

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