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Diffidato a pagare, ma con Eni non c'è contratto Esposto in procura

rini

Nella foto il prof Rini, autore dell’esposto

Dalla procura, dove questa mattina ha depositato un esposto, risulta parte offesa in un procedimento ancora contro ignoti con l’ipotesi di reato di truffa. L’esposto è a firma del professor Rodolfo Rini, ex preside del liceo Manin di Cremona, che punta il dito contro il colosso energetico Eni, che proprio in queste ore gli ha inviato una diffida di pagamento. Secondo Eni, il professore sarebbe in arretrato di 950 euro nel pagamento delle bollette. Ma l’ex preside, da cliente mancato, come si è definito, non ci sta, si sente un perseguitato da quando, nel 2011, in seguito alla visita di un incaricato di Eni che si era presentato in casa sua per la lettura dei contatori del gas per conto di Aem Linea Più, due anni fa si è visto recapitare una bolletta di Eni di 680 euro, seguita, ogni due mesi, da altre, fino ad arrivare, ad oggi, alla cifra di 950 euro. Contattata, l’Aem gli aveva risposto che si trattava di un imbroglio. Eppure a suo carico c’è una diffida di pagamento Eni, nonostante le ripetute raccomandate, telefonate, e la produzione di documenti attraverso i quali il professore afferma di non aver mai avuto alcun rapporto contrattuale con Eni, ma solo con Aem. Tutti carteggi inviati ad Eni ai quali è seguita solo una comunicazione scritta datata 2012 nella quale l’azienda energetica prendeva atto della volontà di Rini di non aver alcun rapporto contrattuale con la società, informandolo di aver annullato tutte le operazioni relative all’attivazione del servizio di fornitura. Questione finita ? No, perché nel tempo Eni ha continuato ad inviare bollette salate che il professore non ha mai pagato, neppure dopo diversi solleciti. Rini, ovviamente, si è sempre limitato a pagare le bollette di Linea Più Aem relative al suo contratto stipulato con l’azienda. E’ truffa ? Ora c’è in campo la magistratura.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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