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Polo tecnologie solo un punto di partenza Galimberti: 'E adesso realizziamo gli altri due lotti'

Il nuovo fabbricato di design che farà rinascere il lotto 4A delle aree annonarie, con il Polo delle tecnologie, in via del Macello, dovrà fare da traino per altri investimenti di imprenditori, sia del digitale come le aziende del gruppo Crit, senza escludere altri settori. Il sindaco Galimberti ci spera fortemente e lo ha detto nel presentare la convenzione tra Comune, Regione, privati ed Aem: “Sia ben chiaro che questo è per noi un punto di partenza; quello che adesso ci interessa far decollare sono i lotti 4Be 4C, per delineare in questa zona della città un polo di sviluppo di particolare interesse”. A parlare delle grandi possibilità di Cremona nello sviluppo dell’imprenditoria del digitale è Carolina Cortellini Lupi, presidente del Crit (il consorzio  di imprese che cofinanza l’acquisto dell’area e la costruzione della sede) e contitolare di Microdata, la più grossa delle aziende che vi si insedieranno, circa 250 dipendenti distribuiti in 4 sedi tra Cremona e Milano. “Cremona – ha detto –  ancora non si è resa conto di avere questa grande potenzialità nelle imprese del digitale, grazie alla presenza della banda ultra larga. Un’autostrada invisibile senza la quale la realizzazione del Polo tecnologico non sarebbe potuta partire. Eppure in città non c’è una grande consapevolezza del capitale tecnologico esistente; la città viene promossa attraverso la liuteria e l’arte, ma c’è anche molto altro e deve riscoprire quest’anima. Noi siamo convinti che quella dell’innovazione tecnologica è una reale potenzialità di sviluppo a beneficio di tutta la città”. Sono già almeno 500, tra dipendenti e titolari, che lavorano attorno alle aziende che si insedieranno nel Polo tecnologico (dove c’è disponibilità di spazi per 774 persone) molti dalla sede universitaria del Politecnico”. Una presenza, quella della facoltà milanese che ha sede in via Sesto, che è stata determinante nell’avvio del Crit, nel 2011. Ma attenzione, avverte Galimberti, “non è per nulla scontato che le università restino a Cremona. Se non si fanno progetti condivisi tra istituzioni e soggetti della ricerca non è detto che le università restino radicate sul territorio”.

L'area che sarà occupata dal Polo tecnologico sorge sul lotto 4A dell'ex macello, su una superficie di circa 12.188 mq.

Sul Polo Tecnologico interviene anche il consigliere comunale Luigi Lipara a nome della segreteria cittadina del Pd:  “Il Pd – scrive Lipara in un commento – esprime viva soddisfazione per la stipula della convenzione di cofinanziamento per il Polo delle Tecnologie avvenuta mercoledì 24 giugno 2015. 
Come evidenziato anche dal Sindaco Gianluca Galimberti, è significativo che l’Amministrazione abbia saputo svolgere un meticoloso lavoro di regia, promozione e mediazione con altri soggetti pubblici e privati in un positivo spirito di continuità rispetto alle amministrazioni che avevano avviato il percorso, sbloccando una partita decisamente complessa. 
Il risultato di questo impegno è oggi un passo concreto verso l’avvio della costruzione del Polo Tecnologico, occasione imperdibile per il tessuto economico della nostra città; motore di sviluppo e di crescita basato sulla capacità di fare innovazione e creare lavoro.
 Nel ringraziare chi con lungimiranza ha investito risorse ed energie, il Partito Democratico garantisce anche per il futuro un impegno perché questo progetto possa davvero essere un volano per l’economia della città e del territorio”. “Un lavoro di squadra fatto insieme anche da due amministrazioni comunali – aggiunge il capogruppo in Consiglio comunale Rodolfo Bona Quella precedente, che ha avviato di fatto l’iter per la sua realizzazione e quella attuale, alla quale va il merito di averlo concretizzato, tenendo fede al programma elettorale. Positivo è anche il fatto che l’edificio che ospiterà il Polo sia stato progettato seguendo la via della Economia verde, in modo tale da essere a basso consumo energetico e rispettoso dell’ambiente.
Cremona ha così oggi la possibilità di crescere anche nell’innovazione tecnologica, oltre che nel campo culturale ed artistico per cui è nel mondo conosciuta. Con questo Polo Tecnologico si aprono inoltre per i giovani possibilità di lavoro in campi all’avanguardia nella progettazione. Sarà un distretto del digitale e della tecnologia che utilizzerà il cablaggio della città e nel quale si pianificherà insieme il futuro del territorio, con spazi di lavoro condivisi per imprese e occasioni di sostegno alle fasi di avvio di nuove attività del settore, nel quale opereranno sin da subito 600 lavoratori. Come ha ricordato il Sindaco Galimberti, l’innovazione tecnologica è elemento fondamentale per lo sviluppo del territorio e nella cooperazione virtuosa tra pubblico e privato possiamo insieme trovare le energie per guardare con maggiore fiducia al futuro.

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Commenti
  • Nokia

    Ma quanto costa ai cittadini Cremonesi? Quanti investimenti diretti e indiretti (AEM, LGH, ECC) ha fatto il Comune di Cremona tra Perri e Galimberti? Forse, per giudicare, i cittadini dovrebbero saperlo.

    • un fascio di luce

      … mi accontenterei di sapere che la giunta stessa lo sappia… altro che condivisione..
      almeno il 70% dei loro assessori e consiglieri non sa di cosa si tratti e, soprattutto, non sa cosa comporterà (e quali costi) portare avanti questo progetto nei prossimi anni e, neppure osa chiedere.
      speriamo coincidano gli anni di realizzazione col mandato di Galimberti, sennò busseranno alla porta eh… gongolerà il prossimo sindaco che taglierà il nastro.. così come alle Colonie Padane. a Galimberti forse lasceranno tagliare la corda, più che il nastro, così potrà dedicarsi con la propria auto, data in comodato dal comune, al trasporto di transfughi e rifugiati..

  • Nokia

    Ma quanto costa ai cittadini Cremonesi? Quanti investimenti diretti e indiretti (AEM, LGH, ECC) ha fatto il Comune di Cremona tra Perri e Galimberti? Forse, per giudicare, i cittadini dovrebbero saperlo.

    • un fascio di luce

      … mi accontenterei di sapere che la giunta stessa lo sappia… altro che condivisione..
      almeno il 70% dei loro assessori e consiglieri non sa di cosa si tratti e, soprattutto, non sa cosa comporterà (e quali costi) portare avanti questo progetto nei prossimi anni e, neppure osa chiedere.
      speriamo coincidano gli anni di realizzazione col mandato di Galimberti, sennò busseranno alla porta eh… gongolerà il prossimo sindaco che taglierà il nastro.. così come alle Colonie Padane. a Galimberti forse lasceranno tagliare la corda, più che il nastro, così potrà dedicarsi con la propria auto, data in comodato dal comune, al trasporto di transfughi e rifugiati..