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'Juliette': sì del gip al giudizio immediato, carcere per maresciallo

Sopra, da sinistra: il maresciallo Grammatico, Luca Pizzi e Marco Pizzi

Si torna a parlare dell’inchiesta ‘Juliette’, il locale cremonese finito lo scorso luglio nell’occhio del ciclone per un giro di droga e di squillo scoperto dai carabinieri. Il gip Letizia Platè ha accolto la richiesta di giudizio immediato del pm Francesco Messina, secondo il quale le prove sono “evidenti”,  per le 8 persone coinvolte: il maresciallo Andrea Grammatico, il vicecomandante della stazione di Vescovato accusato di aver portato all’interno del locale la cocaina, dandola ai titolari che a loro volta la regalavano ai clienti; Luca e Marco Pizzi, rispettivamente titolare e socio del Juliette, accusati di aver favorito la prostituzione delle ragazze immagine nel locale e di aver ceduto cocaina ai clienti facoltosi; l’appuntato Massimo Varani, dei carabinieri di Vescovato, arrestato insieme al suo superiore, il maresciallo Grammatico, con le accuse di falso, calunnia e tentata concussione in concorso.

Sì al giudizio immediato anche per Emilio Smerghetto e Matteo Pasotti, i due bresciani accusati, insieme ai cugini Pizzi, di aver favorito la prostituzione nel locale, procurando le ragazze squillo; per Ilham El Khalloufi, moglie marocchina di Marco Pizzi, accusata di aver favorito la prostituzione nel locale, e per David Mazzon, imprenditore cremonese nel settore dei locali, ex titolare del Tabù di Vescovato, accusato di aver ceduto cocaina a diverse persone, tra cui anche il maresciallo Grammatico, quest’ultimo accusato anche di falso, calunnia, concussione e tentata concussione.

Al maresciallo, inoltre, sempre nell’ambito dei rispettivi episodi che gli sono contestati, la procura ha aggiunto altre imputazioni, come ad esempio l’arresto illegale. Si tratta di uno degli episodi più gravi che il pm Francesco Messina gli contesta: quello che per l’accusa il militare avrebbe commesso nei confronti di un ragazzino al quale Grammatico avrebbe persino puntato al volto la pistola d’ordinanza per farsi dire chi era il suo spacciatore. Una volta avuto il nome, avrebbe fatto promettere al ragazzino di acquistare dal suo pusher non solo haschish, ma anche cocaina, ‘in modo da consentirgli di effettuare un arresto in flagranza’.

Per l’operazione ‘Juliette’, resta da fissare la data del processo, che si svolgerà davanti giudici riuniti in collegio.

Intanto sia il maresciallo Grammatico che i cugini Pizzi restano in carcere. Tutti si erano rivolti al tribunale del Riesame di Brescia contro la misura della custodia cautelare in carcere, ma i giudici hanno rigettato il ricorso presentato dai rispettivi legali. Secondo i magistrati, per Grammatico sussiste ancora il pericolo di reiterazione del reato. Ancora in carcere ci sono anche i due bresciani Smerghetto e Matteo Pasotti, mentre la moglie di marco Pizzi e David Mazzon sono sottoposti alla misura dell’obbligo di firma. Obbligo di dimora, invece, per l’appuntato dei carabinieri Varani.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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