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Accorpamenti istituzionali, ordine del giorno delle forze di maggioranza

Grande la preoccupazione del mondo politico per la situazione dei prospettati accorpamenti di Questura, Prefettura e Vigili del Fuoco. A questo proposito in Comune è stato preparato un Ordine del giorno urgente da parte delle forze politiche di maggioranza, a firma dei consiglieri comunali Luigi Lipara, Rodolfo Bona, Paolo Carletti, Enrico Manfredini, Filippo Bonali.

“Scopo del documento è quello di creare un supporto politico ampio attorno all’azione già intrapresa da sindaco, presidente della Provincia e da altri rappresentanti istituzionali che si stanno mobilitando su questa delicata partita – evidenzia Lipara -. Siamo consapevoli che la Legge Delrio ha innescato processi di ripensamento complessivo del governo del territorio con il passaggio dalle Province ai nuovi Enti di Area Vasta che inducono all’individuazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative connesse all’esercizio delle varie funzioni. Conseguentemente, le Istituzioni dei vari territori stanno aprendo percorsi che in prospettiva porteranno al superamento dei vecchi confini amministrativi secondo logiche che tengano conto di sinergie tra aree omogenee, efficientamento dei presidi amministrativi, dei servizi, delle infrastrutture e condivisione di nuove prospettive di sviluppo economico, sociale, culturale, ecc”.

Scopo dei firrmatati non è tanto condurre “una sorta di battaglia di retroguardia finalizzata al mantenimento fine a se stesso di Prefettura, Questura e Comando dei Vigili del Fuoco, quanto piuttosto lavorare aprire un percorso che garantisca la compatibilità tra la riorganizzazione della presenza delle istituzioni di Governo del territorio e di presidio della sicurezza ed il fabbisogno in termini di adeguatezza dei servizi, rispetto delle professionalità coinvolte e coerenza con le prospettive di sviluppo dei territori” evidenzia ancora il consigliere.

Nel documento, avente per  primo firmatario Luigi Lipara – consigliere comunale del Partito Democratico e coordinatore della segreteria cittadina – e sottoscritto da tutti i capigruppo di maggioranza e da Paolo Carletti – Psi –  si chiede “che l’orientamento delle scelte non avvenga secondo meri criteri di riduzione dei centri di costo ma si fondi su criteri di efficienza ed efficacia, nonché secondo linee compatibili con i processi di riorganizzazione adottati dai nuovi enti di Area Vasta e solo sulla base di approfondimenti sul merito del progetto di razionalizzazione e di dati ed elementi precisi sulle attività delle organizzazioni criminali e sul fabbisogno di organico e di risorse logistiche e strumentali dei presidi di sicurezza sul territorio cremonese”.

Infine, nel dispositivo proposto si chiede che “vengano individuati tempi e modi che consentano alla Commissione consiliare permanente trasparenza, anticorruzione, antimafia istituita dal Comune e a quella competente in materia di sicurezza di affrontare queste tematiche, al fine di supportare in modo costruttivo i vari passaggi del processo in atto”.

IL DOCUMENTO

Premesso che:

• Le azioni di Riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio introdotte dal Governo Monti con il D.L. 6 luglio 2012 n.95 convertito dalla legge 7 agosto 2012 n.135, articolo 10 prevedono espressamente il “mantenimento della circoscrizione provinciale quale ambito territoriale di competenza delle Prefetture – Uffici (territoriali del Governo) e degli altri uffici periferici delle pubbliche amministrazioni dello Stato, già rganizzati su base provinciale, salvo l’adeguamento dello stesso ambito a quello della città metropolitana, laddove costituita, e fatta salva la possibilità di individuare, con provvedimento motivato, presidi in specifici ambiti territoriali per eccezionali esigenze connesse alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e del soccorso pubblico, nonché’ alla garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali;” (Art. 10, lettera b).
• La “riduzione di almeno il 20 per cento della spesa sostenuta dallo Stato per l’esercizio delle medesime funzioni” è prevista dal citato articolo alla lettera d) limitatamente all’ambito della “realizzazione dell’esercizio unitario delle funzioni logistiche e strumentali di tutte le strutture periferiche dell’amministrazione dello Stato” ed alla “istituzione di servizi comuni, con particolare riferimento alle funzioni di gestione del personale, di controllo di gestione, di economato, di gestione dei sistemi informativi automatizzati, di gestione dei contratti, nonché’ utilizzazione in via prioritaria di beni immobili di proprietà pubblica”.

Considerato che:

• Nelle scorse settimane ha preso corpo l’ipotesi di accorpamento di Prefettura, Questura, Comando dei Vigili del Fuoco e di eventuali ulteriori presidi con Mantova.
• Tale progetto di razionalizzazione non risulta essere supportato da un’analisi di dati precisi circa le caratteristiche della popolazione e dei territori coinvolti, la densità delle infiltrazioni criminali, le esigenze organizzative delle strutture operative attualmente esistenti.
• Numerose indagini svolte dalla magistratura antimafia indicano che anche nel nostro territorio sono radicate attività del crimine organizzato (si pensi alla portata della recente operazione AEMILIA), e confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione e la presenza sul territorio di istituzioni direttive di pubblica sicurezza.
• Nessuna garanzia risulta essere emersa allo stato attuale rispetto ad una razionale ed efficiente distribuzione dei centri decisionali e dei presidi di sicurezza sul territorio.
• Nessuna garanzia risulta essere emersa allo stato attuale rispetto alla tutela degli operatori coinvolti.
• Tale progetto non è stato condiviso con le istituzioni locali (Sindaci dei comuni capoluogo, Provincia, ecc.)
• La Legge n. 56 del 7 aprile 2014 o “legge Delrio” ha innescato processi di ripensamento complessivo di governo del territorio con il passaggio dalle Province ai nuovi Enti di Area Vasta che inducono all’individuazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative connesse all’esercizio delle varie funzioni.
• Conseguentemente, le Istituzioni dei vari territori stanno aprendo percorsi che portino al superamento dei vecchi confini amministrativi secondo logiche che tengano conto di sinergie tra aree omogenee, efficientamento dei presidi amministrativi, dei servizi, delle infrastrutture e condivisione di nuove prospettive di sviluppo economico, sociale, culturale, ecc.
• Il Sindaco, unitamente al Presidente dell’Ente di Area Vasta ha già intrapreso alcune iniziative di raccordo con altri rappresentanti istituzionali del territorio per approfondire la questione.

Il Consiglio chiede al sindaco e alla Giunta:
1. Di proseguire con il lavoro intrapreso in collaborazione con tutti i livelli istituzionali coinvolti per l’approfondimento del piano di riordino e la difesa dei presidi di sicurezza e governo del territorio per perseguire i seguenti obiettivi:
A) effettuare approfondimenti sul merito del progetto di razionalizzazione dei presidi di sicurezza e governo del territorio anche attraverso l’acquisizione di dati ed elementi precisi anche con riferimento ai dati relativi all’attività delle organizzazioni criminali ed al fabbisogno di organico e di risorse logistiche e strumentali sul territorio;
B) orientare le scelte non secondo meri criteri di riduzione dei centri di costo ma secondo criteri di efficienza ed efficacia, nonché secondo linee compatibili con i processi di riorganizzazione adottati dai nuovi enti di Area Vasta;
C) ottenere la garanzia di una efficiente distribuzione dei centri decisionali sul territorio e, conseguentemente, dei presidi operativi con risorse umane, logistiche e strumentali adeguate al mantenimento e all’implementazione della sicurezza nel territorio cremonese;
D) ottenere la garanzia del rispetto delle professionalità coinvolte nelle strutture interessate.
2. Di individuare tempi e modi che consentano alla Commissione consiliare permanente trasparenza, anticorruzione, antimafia, progetti europei e nella Commissione competente per la Sicurezza di affrontare queste tematiche, al fine di supportare in modo costruttivo i vari passaggi del processo in atto.

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