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Treni diesel in stazione:
resteranno fino a marzo
e niente barriera antismog

Riunione senza i principali interessati, ossia i rappresentanti dei pendolari della Cremona - Milano - Mantova, questo pomeriggio presso la sede regionale di Cremona (in videoconferenza con Milano) per parlare del 'quadrante sud'.

di Giuliana Biagi

Riunione senza i principali interessati, ossia i rappresentanti del pendolari della Cremona – Milano – Mantova, questo pomeriggio presso la sede regionale di Cremona (in videoconferenza con Milano) per parlare del ‘quadrante sud’, come viene definito dai tecnici quel lembo di periferia lombarda percorso dalle linee Mantova – Milano, Cremona – Piacenza e Cremona-Pavia.
Appuntamento alle 16,30 in via Dante, orario improponibile per i pendolari che gravitano sul capoluogo. Situazione che di fatto vanifica la richiesta fatta a suo tempo dall’assessore Alessia Manfredini (oggi presente) di portare sui territori coinvolti gli incontri, anziché accentrarli su Milano.
“Non siamo andati perché la convocazione è arrivata appena una settimana prima e non riuscivano ad organizzarci col lavoro”, spiega Marco Casoni, portavoce del Comitato InOrario. Ma soprattutto, hanno disertato “perchè siamo stanchi di partecipare a riunioni in cui ci vengono presentate slides con decisioni già prese, prima che vengano condivise. Alle fine le risposte alle nostre richieste non arrivano mai”.
Il problema del metodo è stato sollevato nella riunione, ma non sembra che Milano sia intenzionata a prevedere per le prossime occasioni orari più favorevoli alla partecipazione dei pendolari.
Confermato dai tecnici l’arrivo (già operativo dal 1 novembre) di nuovi treni Vivalto, così che la flotta sulla Mantova – Milano è ora interamente composta da carrozze a due piani. 700 posti a sedere, ma “per noi non è una bella notizia – spiega Casoni – perché li abbiamo già sperimentati. Intanto non si tratta di treni nuovi e hanno gli stessi difetti già riscontrati a suo tempo, a cominciare dalle troppe carrozze fredde. Il lunedì mattina i posti a sedere sono comunque scarsi, in quanto la gente che si sposta per l’intera settimana ha con sè più bagagli”.
Brutte notizie sul fronte dei treni diesel che da tempo stazionano a Cremona per fare rifornimento e necessariamente tengono a lungo i motori accesi. Resteranno a Cremona fino alla fine di marzo 2016 causa il protrarsi dei lavori dell’alta velocità. Deluse le richieste dell’assessore Manfredini e del consigliere regionale Alloni di posizionare barriere verdi per ridurre l’impatto dei motori sia dal punto di vista dell’inquinamento acustico che di quello emissivo: nessun aggiornamento è giunto dai tecnici Rfi, né in tema di fattibilità, né di stanziamenti possibili. Doccia fredda, quindi per i residenti che lamentano puzza e rumori.
I problemi sulla Cremona – Milano sembrano non avere via d’uscita, a meno di un drastico ripensamento delle politiche regionali: in questo senso un segnale positivo è che le Agenzie del trasporto pubblico locale in corso di attivazione saranno direttamente coinvolte nel trasporto ferroviario, quindi gli enti locali potranno avere una voce in capitolo. Ammesso che venga ascoltata.

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