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Riforma sanitaria regionale, Pd:
'Sia Cremona la sede dell'Agenzia
territoriale della Salute'

Il Pd interviene sulla questione del riguardo al riordino del sistema sociosanitario lombardo, mettendo in luce tutti i rischi, in un documento. “Il rischio che il luogo della programmazione degli interventi sia ancora più distante dai contesti di vita delle persone provoca in noi preoccupazione riguardo alla qualità e alla quantità dei servizi erogati ai cittadini cremonesi” evidenzia Lia A Beccara, consigliere comunale e membro della segreteria del Pd. “Credo debba essere preoccupazione  di tutte le forze politiche che hanno a cuore il territorio cremonese chiedere quindi che Cremona possa candidarsi ad essere la sede della Agenzia territoriale della Salute, per la sua  posizione baricentrica rispetto al territorio intero della Ats e per una serie di peculiarità, tra cui non ultima la rilevanza del settore veterinario, che costituirà uno dei dipartimenti della nascente Atts”.

La legge regionale 11 agosto 2015 n. 23 punta all’erogazione di servizi migliori con minori costi ed arrivare ad una riduzione del carico fiscale per i contribuenti. L’impianto della nuova legge da un lato conferma la specificità lombarda della libertà di scelta nel pluralismo dell’offerta; dall’altro introduce il passaggio dal concetto di cura a quello di prendersi cura (ovvero il principio della presa in carico del paziente, già anticipato nel “Libro Bianco” di giugno 2014).

“La legge è stata approvata con il voto contrario del Partito Democratico, anche se molti degli elementi positivi portati avanti dalla Legge sono frutto di una discussione accesa e partecipata a cui il Partito Democratico ha contribuito in maniera sostanziale e fondamentale” evidenzia il documento. “Ci riferiamo in particolare all’attivazione di un assessorato unico al Welfare che integri sanità e sociale, all’abbattimento dei costi dei ticket, alla ripresa della centralità della medicina territoriale come regia della salute dei cittadini. Su questo ultimo aspetto, in particolare, è fondamentale ribadire come poco sia stato ancora fatto perché all’approvazione della legge seguano le condizioni per la sua attuazione”.

Nella legge si prevede anche il dimezzamento delle 15 Asl oggi esistenti, tramite la costituzione delle 8 nuove Agenzie di Tutela della Salute (Ats) che attueranno la programmazione definita dalla Regione. Le aziende ospedaliere verranno invece sostituite dalle Asst (Aziende Socio-Sanitarie Territoriali). Queste strutture saranno 27. I medici di medicina generale dovranno avere poi nuove funzioni e li accompagneranno nella loro storia clinica attraverso due nuovi tipi di struttura, Le Aft (aggregazioni funzionali territoriali) e le Uccp (unità complesse di cure primarie) per effettuare esami (anche strumentali) sul territorio e curare determinate patologie croniche.

Ma per il Pd non è tutto oro quello che luccica e c’è il rischio che le belle parole restino solo sulla carta. “L’assetto futuro del nostro territorio, in quest’ottica, “prevede la costituzione dell’Ats Val Padana cui faranno riferimento le 3 Asst di Crema, Cremona e Mantova” spiega il partito nel documento. “Per il resto al momento non sono stati ufficialmente delineati alcuni aspetti cruciali quali la localizzazione della sede dell’Ats e la definizione delle zone di appartenenza dei distretti. A tale proposito, ci permettiamo di ribadire alcuni punti che riteniamo fondamentali.
I) Mantenimento della continuità dei servizi. Il Partito Democratico cremonese ribadisce che l’ obiettivo principale in sede di attuazione della riforma di legge deve essere l’assoluta continuità dei servizi erogati ai cittadini. I cambiamenti e le modifiche imposte dalla Legge non devono in alcun modo incidere sulla qualità e sulla quantità dei servizi erogati, se non in meglio. Il controllo delle conseguenze della applicazione della legge sui cittadini spetta in primo luogo alle forze politiche e in primo luogo al Partito Democratico.
II) Localizzazione della sede dell’Ats. La legge non indica criteri che possano orientare il processo di localizzazione della sede dell’Ats mediante una valutazione efficace che tenga conto di tutti gli aspetti logistici, economici, di efficienza e di efficacia. Si ritiene che una simile valutazione non possa non tener conto di una molteplicità di fattori quali, per esempio, la conformazione geografica dei territori interessati, il posizionamento “baricentrico” dell’Agenzia, la presenza di infrastrutture di servizio e di collegamento, nonché di altri indicatori che consentano di misurare l’efficienza dell’assetto organizzativo delle attuali Asl”.

Dunque per il Pd “si rileva la necessità dell’apertura di un confronto serio che tenga conto di tutti gli aspetti logistici, geografici ed infrastrutturali, oltre che del criterio del numero di abitanti del capoluogo (e non solo del territorio provinciale che, peraltro, vede una differenza di circa 40.000 abitanti tra Cremona e Mantova), nonché di altri indicatori che diano evidenza dell’efficienza nella gestione dei servizi sul territorio secondo criteri di razionalità organizzativa, logistica ed economica. In tal senso, pare del tutto evidente che anche Cremona possa rispondere ai requisiti ideali per la localizzazione della sede dell’Ats. Innegabilmente, questo processo di riorganizzazione delle Agenzie sul territorio non può essere condotto a compimento senza tener conto dei nuovi assetti che il combinato disposto di Legge Delrio, legge Madia e Riforma Costituzionale in fase di attuazione porteranno nella configurazione dei nuovi enti di Area Vasta. Considerata la portata dei processi di cambiamento in questione, quindi, il Partito Democratico cremonese ritiene che sia necessaria una tempestiva e convinta presa di posizione delle forze politiche ed istituzionali di tutto il territorio affinché la definizione della sede dell’ATS non sia frutto di scelte inerziali ma di attente analisi di merito”.

Riguardo alla configurazione degli ambiti distrettuali si apre un secondo nodo, in quanto la loro area di appartenenza secondo i criteri indicati dalla nuova legge regionale non trova automatico riscontro nella situazione attuale in provincia di Cremona. “Riteniamo quindi che tutti i Comuni del soresinese, del cremonese e del casalasco possano confrontarsi liberamente su un progetto di comune presenza nella Asst di Cremona e che per la definizione degli ambiti distrettuali debbano essere individuati criteri che tengano conto delle peculiarità territoriali, evitando tentazioni centrifughe dei territori che possano pregiudicare la tenuta complessiva del sistema e la continuità dei servizi sul territorio tramite scelte di reciproco indebolimento. Il rischio è che per alcuni territori l’ambito sanitario e l’ambito sociale insistano su Asst diverse, realizzando così nella pratica una separazione nella gestione dei programmi e delle risorse che è il contrario rispetto a quanto indicato nella Legge e richiesto anche dal Partito Democratico”.

Un altro nodo critico è quello delle competenze: “non è chiaro come lo strumento consultivo dell’Assemblea dei Sindaci possa garantire efficacemente l’integrazione della rete sanitaria e socio-sanitaria con quella sociale, sia pur in raccordo con il previsto “dipartimento” e mediante lo strumento dei Piani di Zona, all’interno di Ats territorialmente così vaste (si pensi, per esempio, al caso dell’Agenzia Val Padana che interesserà un territorio che si estende dal cremasco alla provincia di Mantova). L’indeterminatezza delle competenze e del reale potere di influenza dei rappresentanti dei territori nei processi programmatori, rischia di essere puramente formale e di non garantire una efficace programmazione territoriale che possa valorizzare le buone prassi attualmente esistenti grazie a un diffuso tessuto di realtà virtuose”.

Inoltre ci sono le tempistiche che rischiano di creare problemi: secondo il partito occorre una pianificazione condivisa, mentre invece sembra che la Regione voglia mettere a regime i cambiamenti in bevissimo tempo. Col rischio di “mettere in sofferenza l’intero comparto pregiudicando la continuità dei servizi o comunque delegandone la tenuta alla sola professionalità dei singoli dirigenti coinvolti”.

“Non pare che il processo attuativo della norma in atto sia realmente funzionale  conclude il Pd -. Pertanto, il Partito Democratico di Cremona auspica che tutti i livelli politico istituzionali prendano pienamente coscienza della rilevanza di questo tema e aprano un costruttivo confronto con i livelli politici regionali e con i referenti delle nascenti agenzie affinché la loro nascita avvenga nel pieno rispetto di tutti i territori coinvolti, avendo a riferimento la garanzia della qualità complessiva dei servizi sanitari e socio-sanitari ed il pieno rispetto di tutte le categorie coinvolte”.

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