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Per il calcolo della Tari fa fede
la superficie utile calpestabile

Lettera scritta da Rossella Bazzi - Uppi Cremona

Egregio Direttore,

l’Uppi (unione piccoli proprietari immobiliari) evidenzia il rischio che i Comuni utilizzino la superficie catastale evidenziata nelle visure, in base al recente adeguamento dell’Agenzia delle Entrate ex Agenzia del Territorio, al fine di calcolare la tassa rifiuti Tari.
Nulla di più errato! L’attuale normativa determina infatti la superficie valida al calcolo della Tari identificandola con la superficie utile calpestabile a filo interno delle murature, quindi escludendo anche le tramezze interne, ma includendo la superficie utile di cantine e garages. L’esenzione spetta alle terrazze ed ai balconi se non chiusi.
Il lavoro svolto dall’Agenzia è notevole e lodevole, oltre che prezioso ma è inevitabile che ciò comporterà innumerevoli errori o di calcolo delle superfici o delle planimetrie.
Spetterà quindi al proprietario la verifica della superficie valida ai fini TARI. Come al solito a sue spese.
L’Uppi è pertanto a disposizione con i propri tecnici per eseguire correttamente i calcoli delle superfici catastali oggetto di rettifica.
In caso di errore commesso o dal Comune o dall’Agenzia sarà il singolo proprietario interessato a dover provvedere alla comunicazione delle superfici catastali corrette.
E’ comunque certo che ai fini del calcolo della TARI la superficie cui fare riferimento (come vuole la legge) è la superficie utile calpestabile a filo interno delle murature e non la superficie catastale pubblicata dall’Agenzia.

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