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Inceneritore, in campo
anche la Finanza. Emissioni
casuali o dolose ?

Il procuratore Roberto di Martino ha già nominato due periti di fiducia della procura: si tratta di due ingegneri ambientali. Al termine degli accertamenti dei due consulenti e della guardia di finanza potrebbero essere iscritti nomi sul registro degli indagati.

di Sara Pizzorni

Entra nel vivo l’inchiesta avviata dalla procura di Cremona sul malfunzionamento dell’impianto di incenerimento dei rifiuti di via San Rocco. Il procuratore Roberto di Martino ha già nominato due periti di fiducia della procura: si tratta di due ingegneri ambientali che hanno il compito di analizzare i dati raccolti in questi anni e il funzionamento del combustore e delle sue linee di incenerimento rifiuti. I periti hanno già acquisito molti documenti. Nell’indagine è scesa in campo anche la guardia di finanza di Cremona che sta acquisendo documenti e delibere per valutare aspetti di natura amministrativa.
Tra qualche giorno potrebbe anche svolgersi un sopralluogo direttamente all’inceneritore. I quesiti posti ai tecnici e alla finanza riguardano essenzialmente la necessità di accertare se le  irregolarità riscontrate nella rilevazione dei dati da parte dell’Arpa siano state casuali  o se invece siano state di natura dolosa. Ed è proprio l’insistenza su questo punto a far propendere che il sospetto della procura sia indirizzato verso l’ipotesi dolosa. Come si ricorderà, l’Arpa aveva trovato valori fuori norma per due giornate, il 22 e il 24 dicembre dello scorso anno. E per un errore di taratura i dati, dal 4 settembre 2013 al 1° settembre 2015, potrebbero essere stati sottostimati. La stessa Regione Lombardia proprio per questo, ai primi di dicembre di quest’anno, aveva diffidato la società Linea Reti e Impianti (l’ex Aem Gestioni) che conduce il combustore di rifiuti anche se poi i dati erano rientrati nei parametri di legge.
Il fascicolo aperto in procura reca in testa l’intestazione “Indagine contro ignoti”, ma al termine degli accertamenti dei due periti di fiducia della procura potrebbero essere iscritti nomi sul registro degli indagati.
Insomma, i dubbi sulla gestione dell’inceneritore e delle sue emissioni in atmosfera trovano sempre più conferme. L’inceneritore, chiamato dai tecnici Aem “Termoconvertitore”, brucia rifiuti per una popolazione di 320 mila persone e dispone di due linee di incenerimento. L’impianto è entrato come “dote” di Lgh nella trattativa per il passaggio della multiutility al colosso A2A.

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Commenti
  • Nokia

    Due giorni di sforamento delle prescrizioni quanto costano alla comunità Cremonese? Tra esperti e consulenti? Vorrei che qualche autorità ci facesse conoscere le quantità comparate con altre incidenti in impianti in città. Sarebbe democratico e trasparente e farebbe comprendere molto ai cittadini.

  • paolo

    Nokia può darsi che si scopra che qualcuno abbia fatto carte false per sottostimare i dati e può darsi che siano girate buste, non per fare gli auguri di Natale, in ogni caso sii sereno se anche chiuderanno l’inceneritore tra qualche anno non perderai il posto di lavoro come già scrissi voi siete dei miracolati rispetto a noi artigiani e liberi professionisti che dobbiamo guadagnarci la pagnotta giorno per giorno e se ci permettiamo di essere malati non prendiamo un euro,NoKia tu ed i tuoi amichetti siate sii sereno non perderete il posto di lavoro siete ultra tutelati ..

    • Nokia

      E se così non fosse? ritornerai nelle ardimentose fogne?