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Padania: 'Acqua del rubinetto
più pulita di molte minerali'.
E per ora la tariffa non cambia

Il nuovo Cda presieduto da Claudio Bodini volta pagina dopo le polemiche di alcuni sindaci sulle nomine e rilancia sul piano dell'affidabilità aziendale in tema di qualità dell'acqua e degli investimenti.

L’acqua dei nostri rubinetti più pulita di molte acque super reclamizzate in bottiglia. Non è una novità, l’invito a bere dal rubinetto di casa, ma stavolta è questo il biglietto da visita con cui hanno scelto di presentarsi, per la prima uscita pubblica, i vertici di Padania Acque, la società che gestisce l’intero ciclo idrico di Cremona e provincia. Claudio Bodini, presidente eletto dall’assemblea dei sindaci non senza qualche patema, presiede un cda in cui siedono Alessandro Lanfranchi, consigliere delegato e presidente fino all’altro ieri; Lucia Baroni, Flavio Rastelli e Francesca Pontiggia.

“Nella nostra provincia – ha esordito Bodini –  in anticipo rispetto a molte realtà –  si è realizzata da pochi mesi attraverso la costituzione della nuova Padania Acque Spa, una vera partecipazione  del cittadino alla gestione del ciclo idrico. Ora finalmente è possibile realizzare attraverso il cosiddetto ‘piano d’ambito’ la razionalizzazione della rete idrica provinciale, piccoli e antieconomici impianti di paese verranno sostituiti nei prossimi anni con grandi e moderne strutture, efficienti e garanti di una qualità dell’acqua sempre migliore per tutto il territorio”. Lanfranchi cita il prossimo a partire dei lavori in programma: il collettamento fognario tra Corte de Frati e Pozzaglio che saranno collegati al depuratore di Cremona e potranno così dismettere i loro ormai obsoleti. Lavori per 1,4 milioni di euro. “E’ solo un esempio – afferma Lanfranchi – di opere che difficilmente fanno notizia, ma che sono essenziali in una provincia lunga e stretta come la nostra, con scarsa densità di popolazione, dove gli interventi sulle infrastrutture sono stati trascurati a causa di una gestione parcellizzata, e che oggi mostrano tutti i segni del tempo”.

Dunque sta entrando a pieno regime una stagione di grandi opere di scarso impatto mediatico ( se non per i fastidi che arreca un cantiere stradale), ma di grande importanza sia per la qualità dell’acqua che arriva ai rubinetti, sia per la restituzione all’ambiente di acqua “possibilmente ancora più pulita di quella che preleviamo”, per dirla sempre con Lanfranchi. Che fa un altro esempio: “Stiamo per eliminare il vecchio potabilizzatore di Pescarolo che serve altri cinque comuni. Abbandonando il sistema di disinfezione al cloro e adottando quello a raggi Uv, avremo un’acqua con caratteristiche organolettiche migliori”. Il costo? non poco, 900mila euro i lavori appaltati. Ma in programma per i prossimi 20 anni ci sono interventi per 400 milioni di euro, tutti derivanti dalle tariffe pagate dagli utenti. La scaletta delle priorità è da aggiornare in quanto il Piano d’Ambito in vigore è già superato da nuove disposizioni di legge e presto gestore ed Ato (l’ente territoriale pubblico – in pratica un’emanazione della vecchia Provincia, che governa gli interventi) torneranno a riunirsi. Dal nuovo Piano, che dovrà subito dopo essere approvato dall’Autority per l’energia elettrica ed il gas (che sovrintende anche all’acqua) deriveranno anche le modifiche tariffarie, che scatteranno presumibilmente tra agosto e settembre 2016. Fino ad allora la tariffa dell’idrico resterà la stessa del 2015.

Il nuovo corso della società di via del Macello vuole anche connotarsi come più trasparente che mai. “Abbiamo molto da fare sul fronte della comunicazione”, ammette il presidente Bodini. “Vogliamo che tutti i nostri utenti sappiano che l’acqua è sottoposta continuamente a 4200 campionamenti per un totale di 140mila parametri, eseguiti nei nostri laboratori, prima di arrivare nelle nostre case. Vogliamo anche facilitare il dialogo dei cittadini con l’azienda, per questo sul sito internet sarà attiva una chat on line con sui si potranno evitare le attese al telefono”. Prossima frontiera: la sostituzione di tutti i contatori per rendere possibile la telelettura e consentire agli operatori di individuare per tempo consumi anomali che risultano occulti all’utente,  molto spesso all’origine di maxi bollette.

“La nostra acqua” – spiega Baroni – costa 50 volte meno dell’acqua minerale in bottiglia. Un italiano consuma mediamente 200 litri d’acqua minerale all’anno e spende mediamente 175euro l’anno. Soldi che possono essere tranquillamente risparmiati bevendo l’acqua dalla fonte Padania Acque”, anche senza recarsi alle varie Case dell’Acqua, aggiunge Bodini, perchè la qualità del liquido che arriva in casa è la stessa.

Gli investimenti di Padania Acque: 400 milioni di euro nei prossimi 20 anni; oltre 25milioni per oltre 100 interventi sono in avanzata fase di progettazione, in attesa di autorizzazione o in fase d’appalto.

20 cantieri sono in corso o in fase di apertura (valore 5 milioni).

8/10 milioni nei prossimi 4 anni per un nuovo sistema cartografico digitalizzato, Telecontrollo di tutte le reti e impianti e nei sistemi di misura utenza (contatori intelligenti)

Capitolo solidarietà, altro tema a cui il nuovo Cda tiene molto. Se negli ultimi tre anni non ci sono mai stati tagli di utenze dell’idrico – affermano gli amministratori –  lo si deve sia a una tasso di morosità decisamente basso, sia a una precisa scelta etica, ultimamente rafforzata dalla scelta di costituire una fondazione Banca dell’Acqua che, in accordo con i servizi sociali dei singoli comuni, consente di commutare in lavori socialmente utili o di volontariato le bollette non pagate. Ancora da quantificare la consistenza degli accessi.

Giuliana Biagi

 

 

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