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Torre de' Picenardi,
passaggio a livello giù
per 40 minuti: protesta

Passaggi a livello che restano abbassati anche 40-45 minuti, per la rabbia degli automobilisti. Succede a Torre de’ Picenardi, dove residenti ed imprenditori sono sempre più esasperati per una situazione che si trascina da anni. A segnalarlo è un imprenditore, proprietario di una catena di pizzerie, tra cui la pizzeria ‘Al Muretto’ di Torre. “Sono 3 anni che ho attività a Torre de Picenardi e il problema del passaggio a livello è esasperante” racconta.

“Passo spesso intorno all’ora di pranzo o verso le 18, e regolarmente c’è da aspettare una vita”. A volte addirittura 40 minuti con le sbarre abbassate, e code di automobilisti che imprecano in attesa di poter passare. L’ultimo esempio proprio venerdì, sempre intorno a mezzogiorno. “Quando sono arrivato le sbarre erano già abbassate e c’era una lunga coda. Sono risalite dopo circa mezz’ora” racconta. Una situazione che anche per i residenti è esasperante. “Diversi miei clienti di Ca’ D’Andrea ordinano le pizze per una certa ora e poi magari arrivano tempo dopo perché hanno dovuto aspettare che passasse il treno” continua l’imprenditore. “Capita anche che il mio dipendente tardi per lo stesso motivo”.

Nessuno, peraltro, conosce il motivo di questa situazione. Per quanto si tratti di un passaggio a livello secondario, in quanto collocato lungo una piccola strada (che collega Torre a Ca’ D’Andrea), sono diverse le auto che vi passano, tanto che capita si formino lunghe code, specialmente nelle ore di punta. “Alcuni clienti mi hanno raccontato che per evitare il passaggio a livello a volte allungano la strada, facendo un altro giro, pur di non rischiare di dover stare fermi per troppo tempo” conclude l’imprenditore.

LaBos

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Commenti
  • giorgino carnevali

    E NON E’ IL SOLO, ANZI!!!
    Cavatigozzi, mamma santissima! A meno che uno non viva nella menzogna, bisogna ammettere che il passaggio a livello in quel della Cava dei signori Tigozzi è un autentico calvario. E’ tutto.

  • Sorcio Verde

    Facciamo un sottopasso con il contributo della regione, poi lo diamo in mano all’ assessore che ci fa passare solo le biciclette e così la regione (a ragione) rivuole indietro i soldi. Ogni allusione al sottopasso di via Brescia é puramente casuale…