Ultim'ora
Un commento

Inceneritore, nessuna data
spegnimento, il sindaco:
debito Aem era noto ad A2a

Ufficio di Presidenza in Comune sulla trattativa Lgh-A2A: sindaco particolarmente duro contro la passata gestione di Aem Spa, quella che ha portato alla forte esposizione debitoria, i cui riflessi si riverberano ora nella trattativa.
foto Sessa

Un sindaco particolarmente duro contro la passata gestione di Aem Spa, quella che ha portato alla forte esposizione debitoria della municipalizzata del Comune, i cui riflessi si riverberano ora nella trattativa per l’acquisizione del 51% di Lgh da parte di A2A. “In passato il rapporto tra Aem e Comune non era un giusto rapporto”, ha detto tra l’altro Galimberti rispondendo alle critiche delle minoranze nell’ambito dell’ufficio di presidenza di venerdì 11 marzo sul tema delle trattative tra Lgh e A2A. La società patrimoniale, in poche parole, sarebbe stata utilizzata come cassaforte per il Comune (vedi acquisizione dell’area ex Macello o dell’autosilo Massarotti) ed avrebbe dovuto avviare politiche di risanamento del debito già da molto tempo, ha detto Galimberti. E poi nel 2010, c’è stata la cessione di “buona parte del suo patrimonio a Lgh: edifici, cavidotti, rete di fibra ottica”.  Da questo passato derivano i circa 29 milioni di debito nei confronti di Lgh che ora rendono necessario un piano di rientro asseverato, prima di giungere al closing della joint venture con A2A previsto per fine aprile. Ma secondo il sindaco e a differenza di quanto sostiene la minoranza (in particolare Marcello Ventura, ieri assente) questa situazione finanziaria era ben nota ad A2A in tutto il corso della lunga trattativa iniziata lo scorso anno.  “La ricostruzione storica di come si è arrivati a quel debito – ha detto Galimberti – può essere fatta tranquillamente ed era ben nota in virtù della pubblicazione del bilancio e di molte altre occasioni pubbliche tra cui le commissioni”. Nulla di nuovo, quindi, nessun ‘buco’ occultato e scoperto solo ora da A2A, come hanno insinuato i consiglieri Fasani e Ventura con accuse pesantissime anche ai manager Aem in queste settimane. Le trattative attualmente in corso per l’asseverazione del rientro dal debito e la costruzione del piano industriale facevano parte di un percorso già tracciato all’epoca della prima ed unica proposta di acquisto vincolante, ha assicurato il sindaco. “Il debito di Aem non ha pesato”, ha aggiunto il primo cittadino, “e la sua gestione resta totalmente a carico di Aem”, rassicurando così indirettamente gli altri sindaci di Lgh, particolarmente preoccupati che il debito ricadrá su tutti i soci.

I consiglieri di minoranza, in particolare Everet (Forza Italia), Zanardi (Misto) e Ceraso (Obiettivo Cremona) si sono mostrati infastiditi dal fatto di dover prendere per buone le dichiarazioni del sindaco senza un supporto documentale, circa la bontà della joint-venture Lgh-A2A e la congruità del prezzo fissato. 125 milioni di euro, stando all’offerta vincolante, che però secondo chi ha visto il contratto firmato la scorsa settimana, sarebbero scesi a 113 al massimo, con la possibilità di un’ulteriore discesa fino a 90milioni, nel caso dello scenario industriale – finanziario più svantaggioso.

Per saperne di più sul contratto e su quali variabili siano intervenute rispetto alla proposta di acquisto votata in consiglio comunale il 18 dicembre scorso, i consiglieri potranno fare richiesta di accesso agli atti in Comune, cosa che Everet farà già nella mattinata di oggi. “Spero però che i tempi di risposta, che solitamente sono lunghi, ci consentano di arrivare in tempo a conoscere le cose prima che i giochi siano fatti”, ha detto polemicamente il consigliere. “Cosa siamo venuti qui a fare, se ci non ci mostrate i documenti e il sindaco dice che nulla è cambiato rispetto all’offerta vincolante?”, ha ribattuto Zanardi. “Sinceramente pensavo che per un’operazione tanto importante, che cambierà il futuro della città, non ci fosse bisogno che i consiglieri facessero un accesso agli atti”, ha concluso Ceraso. “Bastava che ci forniste subito i documenti, anche in seduta non pubblica, se ci sono questioni di segretezza industriale”.

Infine, si è appreso che ben difficilmente il piano industriale fisserà una data precisa (es. il 2024,) per lo spegnimento dell’inceneritore: saranno piuttosto delineati vari step che porteranno progressivamente alla chiusura, contestualmente all’avvio di pratiche di recupero materiali (economia circolare). Abbastanza per far dire al consigliere di Ncd Fasani che le promesse elettorali di Galimberti non sono state mantenute.

g.biagi

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti