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Oltre mille giovani sabato
alla 'Veglia delle Palme'
con il vescovo Napolioni

La folla delle grandi occasioni, come ogni anno, ha gremito il Palazzetto dello Sport di Cremona in occasione dell’ormai tradizionale Veglia delle Palme, che si celebra ogni anno e che per la prima volta è stata presieduta dal neo vescovo Antonio Napolioni, di fronte ad oltre mille partecipanti. Come riferisce il sito della Diocesi l’evento, promosso dall’ufficio di pastorale giovanile, diretto da don Paolo Arienti, con l’ausilio dei collaboratori della Federazione Oratori nella caratteristica casacca gialla, è iniziato in modo molto suggestivo. E’ stata infatti costruita la croce della Gmg, da due giovani che hanno visto la loro vita segnata dalla sofferenza. Da un parte Filippo, 19 anni, reduce da una battaglia vinta contro la leucemia e dall’altra Iannik, profugo dalla Costa D’Avorio, testimone di uno degli infiniti viaggi della speranza per il Mediterraneo. Mentre i due ragazzi facevano il loro lavoro, dal grande video è stato proiettato uno stralcio del messaggio di Papa Francesco per la Gmg di Cracovia del luglio prossimo dal titolo: “Beati i misericordiosi”.

Il vescovo Antonio è arrivato intorno alle 18.10, accolto da ovazioni e dalle voci del coro giovanile della diocesi, diretto da Mauro Viola, accompagnato da don Francesco Gandioli, diacono del Seminario che nel prossimo giugno sarà ordinato sacerdote. Monsignor Napolioni subito dopo il saluto liturgico ha ricevuto il saluto di un collaboratore Focr, Giovanni, a nome di tutti i ragazzi presenti.

Nella sua omelia il vescovo ha toccato tutti i grandi temi cari ai giovani: i dubbi di fede, il senso vero della felicità, il servizio come autentica realizzazione della propria vita, la misericordia come unica strada per conquistare pace e felicità. Monsignor Napolioni ha voluto spronare in modo particolare i ragazzi a non vivere una vita stile “zapping”, senza un filo rosso, ma “di affidare a Cristo i propri desideri sapendo però che il Signore non può agire senza l’assenso della libertà umana”. Ma da parte del presule è arrivata anche una richiesta d’aiuto all’assemblea: “Ci state ad aiutare il Vescovo e i sacerdoti a rendere trasparenza dell’amore di Cristo questa nostra Chiesa? Servire è amare! È vero che amare è un verbo ambiguo e abusato tanto che il papa usata il termine ‘Misericordiare’ cioè tirare fuori la propria tenerezza verso chi più ha bisogno. Bisogna trasmettere al mondo questo fuoco di misericordia. Non pompieri, ma incendiari non teneroni ma testimoni della misericordia ricevuta e donata”.

Mons. Napolioni ha quindi consegnato ai rappresentati di tutti gli oratori e le associazioni – presenti in modo massiccio i Neocatecumenali e gli Scout – la palma e un “gancio” che ricorda la prossima Gmg di Cracovia. È stato proprio il vescovo Antonio ad annunciare che in Polonia alla fine di luglio andranno oltre 500 giovani cremonesi.
Infine i ringraziamenti di don Paolo che ha anche ricordato l’immenente ordinazione di don Francesco: a lui è stato consegnato un calice e una patena ed è stata strappata la promessa di celebrare un’Eucaristia per i giovani della diocesi.
Dopo la cena al sacco è stato messo in scena lo spettacolo “La sosta”, a cura del Teatro Minimo: una rivisitazione in chiave moderna della parabola del buon samaritano.

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