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Il vescovo scrive ai preti
'Segnalatemi i nomi
per gli uffici diocesani'

E’ stato con una certa sorpresa che i 300 sacerdoti della nostra diocesi si sono visti consegnare il Giovedì Santo, al termine della “Missa in coena domini”, una lettera del vescovo Antonio Napolioni con la quale, di fatto, si mette mano alla ristrutturazione degli uffici della Chiesa cremonese in vista dell’avvio del nuovo anno pastorale. Ma, fatto ancora più sorprendente, monsignor Napolioni chiede ai preti di segnalare anche i nomi idonei per i vari uffici.

Dice il vescovo di aver scritto ai suoi preti “per coinvolgervi tutti nel normale processo di discernimento comunitario (richiesto con chiarezza già nel Convegno, ecclesiale del 1995 a Palermo) che il Vescovo deve promuovere e guidare, specialmente a fronte degli attuali mutamenti socioculturali che impongono una puntuale risposta in termini di costante rinnovamento ecclesiale e pastorale”.

Il presule racconta poi come dagli incontri avuti finora solo già emerse molte suggestioni ma i mesi passano in fretta, quindi per evitare di vivere il nuovo anno pastorale “con il disagio dell’incertezza e della precarietà, e per costituire presto organismi pastorali che abbiano davanti una certa prospettiva di lavoro, credo sia mio dovere – scrive ancora il vescovo – non dilazionare eccessivamente l’attribuzione di compiti chiari ai diversi collaboratori”.

Per questo il vescovo, dice poi che dopo aver sentito il Consiglio presbiterale uscente, ha chiesto ai  suoi sacerdoti di riflettere sulle competenze e gli uffici che si ritengono più necessari, segnalando anche le persone che si ritengono adatte ad assumerli.  Dunque il vescovo chiede ai suoi presbiteri di segnalare direttamente a lui modi e persone rammentando però che non si tratta di un sondaggio di opinione di tipo commerciale, nè di una sua rinuncia all’esercizio di responsabilità tipica del ministero episcopale. “Piuttosto, vorrei che fosse un’occasione per crescere in una comunione effettiva, da adulti nella fede, anzi proprio da “anziani” nella comunità cristiana, che pensano la diocesi come la propria unica famiglia, della quale aver cura esercitando non solo l’obbedienza, ma anche il consiglio, la creatività, il coraggio”, sottolinea ancora il vescovo.

Quindi monsignor Napolioni illustra come il modo di procedere non sia ininfluente ed invita i sacerdoti a mettersi davanti al Signore e alle necessità della gente per mettere poi per iscritto (individualmente, non in gruppo – sottolinea) i settori di responsabilità ecclesiale, di servizio e animazione pastorale che si intendono proporre. Ed aggiunge: “Segnalate uffici, ruoli e nominativi che ciascuno riterrebbe opportuno confermare per il futuro, come anche uffici, ruoli e nominativi nuovi che potrebbero utilmente servire la diocesi. Il normale avvicendamento nelle responsabilità e nei servizi verrebbe così meglio condiviso, e accettato come frutto di una ricerca comune. Non esemplifico circa nessun ruolo particolare, per lasciarvi piena libertà di riflessione e di proposta”.Aggiungendo poi che trattandosi di materia riguardante persone, raccomanda la massima discrezione, quindi invita ad inviare soltanto a lui le lettere, evitando l’anonimato.

“E la ricerca, per quanto possibile, della persona giusta al posto giusto nel momento giusto, è il piccolo capolavoro in cui chiedo a tutti di essermi veramente d’aiuto”, conclude il vescovo.

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