Cronaca
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Processione Sacra Spina. Il vescovo richiama a importanza dell'accoglienza

Foto Sessa

processione-dLa folla delle grandi occasioni, come sempre, ha caratterizzato la processione della Sacra Spina, con cui ogni anno i cremonesi celebrano il Venerdì Santo. Ma è stata anche una prima volta, quella del vescovo Antonio Napolioni, che ha presieduto la celebrazione. “Sono commosso e fiero di servire questo popolo che stasera ha vissuto così il Venerdì Santo” sono state le prime parole del vescovo. “Un segno di unità tra le comunità parrocchiali, per le quali ringrazio i parroci e le famiglie. Un segno di fede e di devozione, vissuto con grande dignità e consapevolezza. Grazie! Grazie perché mi educate, mi trasmettete la fede che avete ricevuto”.

La processione ha preso il via intorno alle 21. Tanti i cremonesi che si sono messi in cammino dietro la croce, provenienti da tutte le parrocchie cittadine. Presenti anche alcuni anziani in carrozzina, ospiti della casa di riposo Giovanni e Luciana Arvedi di via Massarotti che hanno potuto prendere parte a questo momento tradizionale per la città di Cremona grazie alla disponibilità di alcuni volontari. Il lungo corteo dopo essere passato per corso Cavour, via Verdi e piazza Stradivari ha imboccato via Baldesio per raggiungere nuovamente piazza del Comune e fare ingresso in Cattedrale.

Il vescovo ha parlato anche dei fatti tragici che hanno segnato questo inizio di Settimana Santa, proprio come avvenne nel 2009, quando il Lunedì Santo ci fu il terremoto a L’Aquila. Ricordando l’importanza dell’accoglienza. “C’è un modo concreto anche per assaporare e partecipare questa vita più forte della morte: accoglierci! Mettere da parte i pregiudizi, guardarci con benevolenza, tendere la mano” ha detto monsignor Napolioni.

Il vescovo si è poi soffermato sulla data del 25 marzo, che al di fuori della Settimana Santa sarebbe la festa dell’Annunciazione. “Eccola lassù – ha detto il Vescovo, indicando l’affresco nel catino absidale – più in alto possibile l’hanno voluta i nostri padri e gli artisti che lavoravano per esprimere la fede dei nostri padri. Qualcosa sta nascendo. Nella morte di Cristo il terreno è fecondo: il grembo di Dio e della Chiesa è gravido di vita nuova. Noi qui diciamo un grande sì alla vita. È vita anche la morte, anche al di là della morte la vita trionfa”. La celebrazione si è conclusa con la raccolta di offerte per le necessità della Chiesa in Terra Santa e la benedizione episcopale con la reliquia della Sacra Spina.

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