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Inceneritore, Arpa:
'Notevoli carenze nel
monitoraggio emissioni'

Anomalie nei sistemi di monitoraggio delle emissioni in epoche diverse e per diversi parametri di riferimento: polveri, monossido di carbonio, ossidi di azoto. L’attività del termocombustore di Aem Gestioni (successivamente diventato Linea reti e impianti) è stata setacciata da cima a fondo dall’Arpa in una serie di visite ispettive (dal 9 giugno 2015 al 5 maggio 2016) finalizzate ad “acquisire le informazioni riguardanti le cause delle anomalie relative alle misure dei parametri gassosi rilevati dal sistema SME a presidio dell’emissione E1 occorse nel periodo dal 10/03/2015 al 07/05/2015, comunicate dall’azienda nel mese di maggio 2015”. I verbali delle varie ispezioni, la relazione conclusiva e il dettaglio delle emissioni dei singoli parametri sono stati diffusi oggi dalla presidenza del Consiglio Comunale a tutti i consiglieri e tracciano un quadro preoccupante del funzionamento dell’impianto di san Rocco. Un quadro già reso torbido dalla diffusione, lo scorso dicembre, dei primi dati relativi alle ispezioni Arpa che parlavano di errata taratura dei sistemi di controllo emissioni, tali da non consentire un’esatta misurazione degli inquinati emessi. Su questi fatti è aperta un’indagine della magistratura, coordinata dal Pm Roberto Di Martino, volta ad accertare se le anomalie siano state casuali o invece di natura dolosa. Proprio sulla base delle analisi compiute dall’Arpa, la Regione aveva già diffidato (a dicembre 2015) il gestore Linea Reti e Impianti a compiere le opportune modifiche.

IL DOSSIER ARPA DEL 6 MAGGIO – L’esito di un anno di ispezioni a San Rocco – da marzo 2015 a maggio 2016 appunto –  è contenuto in una serie di file con analisi dettagliata dei livelli emissivi dei vari tipi di inquinanti prodotti dall’incenerimento dei rifiuti, dai temibili Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) agli Nox, dai composti azotati, alle polveri. Per quanto sempre collaborativo con i tecnici Arpa, il gestore si è dovuto confrontare con una serie di criticità nel sistema del monitoraggio delle emissioni (Sme) che si sono ripetute nel corso del tempo. “Nel complesso – si legge nelle conclusioni della relazione Arpa – tutto il sistema di gestione del monitoraggio in continuo presenta delle notevoli carenze.  Dalle informazioni recuperate sull’impianto e dai colloqui intercorsi con l’esercente è evidente la non completa conoscenza delle modalità di gestione del sistema nel suo complesso. Ciò ha comportato per un lungo periodo l’elaborazione di valori degli inquinanti non corretti e conseguentemente un non adeguato sistema di gestione di controllo. Solo di recente, successivamente alle operazioni di revamping della linea 1, con conseguenti dati anomali degli inquinanti rispetto all’atteso, l’Esercente ha avuto evidenza della non correttezza dei dati e ha iniziato a comunicare quanto emergeva”.

Emerge, ad esempio, che il blocco automatico dell’alimentazione dei rifiuti nella camera di combustione (un blocco che dovrebbe avvenire in maniera automatica nel momento in cui si superano certi livelli di emissione) “avviene in forma parziale e solo in caso di presenza di guasti e temperature in camera di post combustione inferiore a 850°C. Non è previsto il blocco automatico immediato nel caso di superamento dei limiti emissivi in assenza di guasti/anomalie. Il blocco è previsto solo in caso di supero sopra le 4 ore”.

Da quanto emerso dall’analisi dei dati forniti dal sistema di monitoraggio  emerge che – in alcuni periodi – “non è possibile verificare il reale apporto emissivo e il conseguente rispetto dei limiti sulle basi temporali previste dalla normativa, poiché il software, in presenza del codice NVH, non conteggia nei tempi previsti ed utili per la gestione il valore ai fini del valore medio da confrontare con i limiti. Tale scelta, in contrasto con quanto definito dalle linee guida di ISPRA e dalla normativa regionale, viene applicata su tutti gli inquinanti, data la tipologia d’impianto, ed ha una ricaduta notevole sul CO (monossido di carbonio) e COT (carbonio organico totale) e comporta di fatto l’impossibilità di gestione di una corretta combustione e conseguente conduzione dell’impianto”.

Nella parte conclusiva vengono poi esposte alcune prescrizioni, che sarà poi l’autorità competente a dover imporre. La prima è  “l’imposizione del blocco automatico del caricamento rifiuti in in tutte le condizioni di superamento dei limiti alle emissioni e non solo in caso di guasto/avaria”.

Dal canto suo, Linea Reti e Impianti, fornisce un dettagliato resoconto su come viene svolta la corretta gestione delle emissioni e garantisce, “entro la seconda metà del mese di maggio”, la messa in servizio di un nuovo sistema di misurazione delle emissioni per quanto riguarda analisi gas e software, configurato il modo “da recepire integralmente le indicazioni del gruppo ispettivo”.

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