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Spaccatura nel Pd tra fronte
cremonese e cremasco
Segreteria prov. inerme

foto Sessa

Un Partito Democratico spaccato in due da un dissidio tra cremonesi e cremaschi che si è ormai incancrenito. Questo quanto emerso dalla riunione della segreteria cittadina svoltasi lunedì sera, dopo l’ennesimo rinvio della discussione, in consiglio provinciale, sull’unificazione di alcune scuole cremasche alle corrispettive cremonesi. Una questione su cui il partito ha messo a nudo le proprie divergenze.

Tanto che, nell’ambito della segreteria cittadina di Cremona, è emerso un notevole malcontento a causa del comportamento dei colleghi del fronte di Crema. La decisione della segreteria è quindi stata quella di continuare a sostenere la posizione del presidente della Provincia Carlo Vezzini, anche se la cosa verrà discussa nuovamente questa sera nell’ambito della direzione cittadina, anche in vista della prossima convocazione del consiglio provinciale, il 1 giugno.

Secondo il gruppo più agguerrito dei piddini cremonesi, quello maggiormente vicino al segretario cittadino Galletti, ci si trova di fronte ad una federazione che oggi più che mai fatica a trovare una sintesi territoriale, né una modalità di venirsi incontro: i cremaschi continuano a fare il bello ed il cattivo tempo. Senza che vi sia stato, da parte della segreteria provinciale, alcun tentativo di mediazione. Implicito dunque il j’accuse al segretario provinciale Matteo Piloni.

Nella nuova riunione prevista per questa sera, 31 maggio, alla direzione cittadina spetterà dunque il compito di trovare una modalità per porre il problema al provinciale, anche se ora, sempre secondo gli oppositori dei cremaschi, trovare una mediazione sarà un compito molto difficile. Tanto più che ci si trova di fronte a sindaci del Pd cremaschi che minacciano il ricorso al Tar contro Vezzini, membro dello stesso partito.

Toni più smorzati, comunque, provengono dalla componente della segreteria cittadina meno vicina al segretario Galletti. Pur giudicando miope l’atteggiamento separatista ad oltranza dei cremaschi, non vuole enfatizzare la divisione nel partito. “Siamo al governo nelle due città principali e in Provincia, siamo il maggiore partito sul territorio, non possiamo permetterci divisioni plateali”, è in sostanza il ragionamento. Condivisa comunque la necessità di un chiarimento con la segreteria provinciale, quantomai urgente visto che di dimensionamento scolastico non si è mai parlato al livello istituzionale che sarebbe stato più appropriato e in consiglio provinciale, la settimana scorsa, gli amministratori Pd sono giunti in ordine sparso (come del resto quelli del centrodestra).
La divisione emersa in ambito scolastico non è che una briciola nel mare delle divergenze tra cremaschi e cremonesi, con questi ultimi che accusano i primi di non avere ancora capito che la riforma delle province è fatta per diminuire le autonomie territoriali e non per aumentarle. “Lodi ha già detto di no, adesso ci provano con Treviglio, ma la logica della riforma non è questa”, dicono ancora i cremonesi.
Intanto il tempo stringe: il 5 giugno il presidente della provincia Carlo Vezzini decade da sindaco di Sesto e quindi anche da Presidente e se il consiglio provinciale vuole approvare area cremonese – soresinese e dimensionamento scolastico, occorre sbrigarsi.

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