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Crac Gandalf, l'appello
assolve i due cremonesi
Dalledonne e Talamazzi

Assolti con formula piena dalla corte d'appello di Bologna. I cremonesi Dalledonne e Talamazzi, ex consiglieri non esecutivi della compagnia aerea parmigiana Gandalf Airlines, fallita nel 2004, sono stati sollevati dall'accusa di bancarotta fraudolenta.

Assolti con formula piena dalla corte d’appello di Bologna “perché il fatto non sussiste”. I cremonesi Fernando Dalledonne e Massimo Giuseppe Talamazzi, ex consiglieri non esecutivi della compagnia aerea parmigiana Gandalf Airlines, fallita nel 2004, sono stati sollevati dall’accusa di bancarotta fraudolenta.
Ribaltato quindi il verdetto di primo grado pronunciato dal gup di Parma nel 2012 che aveva condannato gli imputati a due anni con pena sospesa, con rito abbreviato. Il processo dibattimentale si era chiuso con sette assoluzioni, tra manager e membri del collegio sindacale coinvolti a vario titolo nell’ipotesi di bancarotta.
Nel corso dell’istruttoria era emerso che non erano sussistenti le falsificazioni del bilancio alla base dell’accusa. Un solo condannato per la vicenda, con pena condonata.

La Gandalf, compagnia aerea nata nel ’99 e poi quotata in Borsa con sede legale a Parma e base operativa a Orio al Serio (Bergamo), fu dichiarata fallita il 28 febbraio 2004. In pochi anni di attività si creò nella Gandalf un buco milionario: furono ‘bruciati’ 55 milioni di euro.
Nei giorni scorsi in secondo grado è arrivata l’assoluzione anche per i due imputati che avevano scelto il rito alternativo, assistiti dall’avvocato Mario L’Insalata. Dopo un enorme equivoco durato 12 anni, come lo ha definito Fernando Dalledonne, si chiude un’altra pagina nera della giustizia italiana.

Michela Cotelli

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