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Lgh, riunione nuovo Cda Lazzari: 'Piano industriale fino al 2020, dopo si vedrà'

Si è svolto il 1 settembre il primo cda di Lgh nella nuove veste societaria che vede A2A socio di maggioranza. “Con Lgh va tutto bene. Ieri abbiamo fatto il primo cda, stiamo partendo”, ha assicurato Valotti, scrive il quotidiano Milano Finanza dopo aver sentito il presidente di A2a a margine del forum Ambrosetti a Cernobbio.  “Entro fine settembre A2A  presenterà al cda il piano industriale di Linea Group Holding”, scrive MF, un documento da sempre tenuto top secret su cui c’è molta curiosità a livello locale, per le strette interazioni tra le politiche industriali del nuovo socio di maggioranza e le ricadute sul territorio cremonese. Fiorella Lazzari, rappresentante di Aem Cremona nel nuovo cda di Lgh a guida del bresciano Antonio Vivenzi, conferma che il piano industriale di cui si sta parlando è il frutto della sinergia tra il piano sottoscritto tra i soci e i dirigenti di Lgh prima della firma del closing del 4 agosto e le nuove prospettive che si sono aperte durante le trattative con la spa milanese-bresciana. Ne deriva “un piano più sfidante rispetto a prima, che sfrutta nuove competenze tecniche e un bacino di riferimento molto più ampio. Tra le cose positive,  Lineacom, di cui si profilava la vendita, viene valorizzata e resta a Cremona; come pure la sede di Lgh, che si trasferirà nel polo tecnologico. Si va verso la stabilizzazione della raccolta differenziata, cosa su cui Cremona ha puntato molto, per confermare quanto fatto e pensare a nuove tariffe”.

Per quanto riguarda la progettazione di impianti alternativi al termocombustore, le linee guida votate dal Consiglio comunale a dicembre 2015 dicevano no alla costruzione di un nuovo inceneritore, no al revamping forte di quello attuale e sì alla costruzione di un piano industriale per chiudere l’inceneritore entro il 2024. “Tutto confermato – afferma Lazzari – ma il Piano industriale arriva  fino al 2020. Quello che accadrà dopo non si può prevedere adesso”. Doccia gelata per chi (ancora) confida in una chiusura certa dell’impianto di san Rocco.

Lo scorso agosto il presidente A2A Valotti, in merito al piano industriale di Lgh, aveva parlato di un margine operativo lordo in crescita dai 79 milioni di euro del 2015 a 120 milioni di euro nel 2020 con sinergie che potrebbero arrivare al 15% del margine operativo lordo. Prematuro, invece, parlare di dividendi. Sembra poi definitivamente tramontata l’altra operazione finanziaria intrapresa da A2A, l’acquisto delle quote di maggioranza di Acsm -Agam, multiutility di Como e Monza di cui già detiene il 25%. Obiettivo di A2A non sarà più quello di avere il 51%, ma restano al vaglio altri percorsi, ha spiegato lo stesso Valotti.

g.biagi

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