Presentate in Cattedrale le linee pastorali: Chiesa che scommette tutto sull'amore
Presentate in Cattedrale nella serata di lunedì dal vescovo Antonio Napolioni le linee pastorali. “Tutti abbiamo bisogno di questo amico che non viene meno, che non tradisce, che non ci vende e che capisce il dolore dell’uomo”. La voce di don Primo Mazzolari, uno dei parroci santi della Chiesa cremonese, ha aperto ufficialmente l’incontro di presentazione delle linee pastorali 2016/2017: «La nostra Chiesa. Un sogno… un cantiere». Un video con le sue parole ha preceduto l’ingresso in presbiterio del vescovo Antonio, dell’emerito Lafranconi, del vicario generale don Calvi e del vicario per la pastorale e del clero don Maccagni, sottolinea il portale diocesano. Dieci minuti nei quali è risuonato l’appello ad essere Chiesa aperta e missionaria – piazza ed ospedale da campo – formulato da Papa Francesco al convegno ecclesiale di Firenze del 2015. Anche tre testimonianze: una coppia di sposi – Marina e Simone – che hanno spiegato di sognare una Chiesa accogliente e forte nella proposta educativa per il proprio figlio che nascerà tra poco; poi un prete – don Martinelli del Cambonino – che ha auspicato una Chiesa pronta al dialogo soprattutto con i lontani e i credenti di altre religioni; infine un giovane – Giovanni di San Michele in città – che ha invocato una Chiesa capace di far riscoprire la bellezza delle cose profonde.
Il vescovo ha portato ai sacerdoti “l’abbraccio del Papa e l’apprezzamento per la loro opera generosa”. “Il sogno assicura l’accompagnamento di Dio al compito affidato all’uomo… traccia un cammino, spinge avanti, apre prospettive, mette al lavoro e deve diventare un “cantiere””, ha detto il vescovo. Per Il presule è necessario “l’ascolto umile della vita reale di ciascuno, l’incontro paziente con ogni frammento di umanità, l’apertura di cuore riguardo i sentimenti profondi, l’accoglienza della diversità e di tante forme di disagio, l’autocritica onesta delle comunità e delle loro strategie pastorali a partire dalle nuove sfide”. Serve una vera e profonda compassione per gli altri: l’amore di Cristo “sfida la nostra libertà a commuoversi e convertirsi alla missione”.