Cronaca
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Caorle: a fuoco magazzino della ditta che raccoglie i rifiuti per Linea Gestioni

Problemi per la Fe.mar Ambiente, azienda veneta che ha in corso l’appalto con Linea Gestioni per il servizio di raccolta rifiuti a Cremona. All’alba di domenica scorsa, 25 settembre è andato in fiamme il magazzino della sede, a Caorle. Gli inquirenti (indaga la procura di Pordenone, come riferisce il quotidiano ‘La Nuova Venezia’) vagliano la pista dolosa, per le modalità con cui si sono sviluppate le fiamme che hanno interessato un capannone di mille metri quadrati. “Metà è andato distrutto – riferisce il quotidiano veneto –  così come un furgone adibito alla raccolta della spazzatura. Stando a una prima stima sommaria, i danni superano i centomila euro. Bruciato anche il tetto in eternit, tanto che è stato necessario l’intervento dell’Arpav per accertare che non ci fossero dispersioni di polveri in quantità preoccupanti. Al lavoro, dalle 4 alle 10 diverse squadre dei vigili del fuoco che per tutta la notte hanno lavorato per spegnere le fiamme.
“Ci sono pochi dubbi sul fatto che il rogo sia di origine dolosa anche se la conferma arriverà dalla relazione dei tecnici dei vigili del fuoco”.

La ditta, di cui è socio e direttore tecnico Diego Giro, è aggiudicataria dal 1 gennaio di quest’anno di un appalto molto consistente da parte di Linea Gestioni per raccolta e trasporto rifiuti a Cremona, un tassello importante del nuovo sistema di igiene urbana contraddistinto dalla differenziata porta a porta. Fe.Mar Ambiente è subentrata ad una precedente cooperativa, La Luna. Dal quartier generale di Linea Gestioni, a Crema, si evidenzia che nessuna ripercussione c’è stata fino a questo momento sul servizio svolto dalla ditta a Cremona. La Fe.Mar era stata selezionata in seguito a gara ad evidenza pubblica e l’incarico ha durata di un anno.

La vicenda ha risvolti inquietanti per le frasi dette a La Nuova Venezia da Giro: «Siamo nel mirino della criminalità organizzata perché chi altro potrebbe colpire in questo modo? Mafia o camorra o quello che sia, che vuole mettere le mani sui rifiuti». Le infiltrazioni della ‘ndrangheta nelle province di Cremona e Mantova erano state evidenziate lo scorso giugno nella città virgiliana, dalla presidente della commissione antimafia Rosy Bindi, a seguito della due giorni di audizioni con forze dell’ordine e magistrati delle procure di Mantova e Brescia. “Mantova – aveva detto nella conferenza stampa conclusiva – sta diventando uno dei centri di passaggio degli insediamenti di ‘ndrangheta verso altre regioni come nel vicino Veneto”. Secondo Bindi la presenza ‘ndranghetista in queste zone “ha le caratteristiche della presenza al nord: incendi dolosi che quest’anno sono in aumento, detenzione di armi, intermediazione fondamentale dei professionisti (…)”. E il settore dei rifiuti rientra tipicamente nella sfera di interesse della criminalità organizzata, come emerge da svariate inchieste ed audizioni della stessa commissione antimafia, nelle quali la citazione di Cremona e Mantova ricorre spesso.

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