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Area ex Feltrinelli,
attacco di Confesercenti
La replica del Comune

AGGIORNAMENTO - Pronta la replica del Comune sulla vicenda, nelle parole degli assessori al Territorio Andrea Virgilio e alla Città vivibile e Rigenerazione urbana Barbara Manfredini.
foto Sessa

L’arrivo di una nuova piastra commerciale sull’area ex Feltrinelli di fianco al CremonaDue è una doccia gelata sui rapporti tra Comune e Confesercenti. “Inaccettabile che mentre ci si ritrova per discutere di come rivitalizzare il centro storico, si venga a sapere solo dai giornali che sorgerà un nuovo maxi insediamento commerciale alle porte della città, andando ad aggravare una situazione già pesantissima per il commercio cittadino”, afferma Agostino Boschiroli, presidente territoriale dell’associazione che raggruppa il terziario della Lombardia Orientale. “Poco importa se questa amministrazione ha ereditato una situazione preesistente e non potesse opporsi ad una strada obbligata. Il punto è che ci ritroviamo con l’ennesimo insediamento commerciale alle porte della città e nessuno dell’amministrazione ci ha mai informato, nonostante i numerosi incontri che facciamo”. Una questione di forma quindi, ma anche di sostanza, “perchè essendo informati – continua Boschiroli – avremmo potuto capire se davvero non si poteva fare proprio niente per impedirlo. Per i nostri associati, è importante sapere se valga la pena investire sulla propria attività. C’è chi è pronto a fare investimenti, ma ha senso, se poi ti costruiscono un’altra serie di medie superfici di vendita tutt’intorno?”. E poi c’è la pregiudiziale sul futuro: “Se questi sono i rapporti tra amministrazione e categorie economiche, che cosa ci dovremmo aspettare nel prossimo futuro? Quali altre aree commerciali sono alle porte di cui non sappiamo niente?”.

Timori giustificati dalla presenza, sullo stesso asse di via Sesto dove sorgerà la nuova lottizzazione, di una serie di aree dismesse dove da un momento all’altro potrebbero nascere nuove medie superfici di vendita. Tra tutte, l’ex stabilimento Scac, su cui già anni fa si era ipotizzato un intervento artigianale – commerciale, poi sospeso, ma sempre pronto a ripartire.

Dal Comune, intanto, l’assessore Andrea Virgilio fa sapere che l’intervento originariamente previsto sull’area ex Feltrinelli – con previsione di un palazzetto del ghiaccio – era stato archiviato un anno fa dato il mancato decollo dell’iniziativa, mentre la destinazione commerciale (e non a servizi pubblici) risale al Pgt firmato dalla giunta Perri – Malvezzi. Sicuramente non saranno attività alimentari quelle che andranno a sorgere di fianco del colosso Ipercoop. Sono previste misure di compensazione per sostenere le attività in centro storico, da parte dei soggetti attuatori sull’ex Feltrinelli: su questo sta lavorando l’assessore al commercio Barbara Manfredini.

AGGIORNAMENTO – Pronta la replica del Comune sulla vicenda, nelle parole degli assessori al Territorio Andrea Virgilio e alla Città vivibile e Rigenerazione urbana Barbara Manfredini. “L’area interessata dalle nuove medie strutture di vendita che si affaccia su via Sesto non è mai stata di proprietà del Comune di Cremona ma è sempre stata di proprietà privata” evidenziano. “L’area già di proprietà del Comune di Cremona e venduta a suo tempo è quella dove oggi sorge il parcheggio e il parco giochi di fronte al centro commerciale”.

Non è tutto. “Nessuno si nasconde dietro alle previsioni attuali del Pgt” continuano. “Nell’attuale contesto di liberalizzazione, probabilmente anche questa amministrazione avrebbe confermato la destinazione  commerciale di quell’area consapevole che è impossibile fermare gli atterraggi di medie strutture (che comunque vogliono anche dire lavoro) e che il centro storico si rilancia se il Duc, stimolato dall’Amministrazione e dalle stesse categorie, come si sta cercando di fare, diventa luogo di costruzione di progetti che intercettano finanziamenti e di promozione di sinergie pubblico-private e non luogo di concertazione su iniziative commerciali collocate ai margini o addirittura all’esterno della città. L’impegno al dialogo e all’ascolto è costante (peraltro temi chiave come la Ztl sono stati condivisi nel Duc), ma una città cresce se si evita la contrapposizione ideologica fra negozi di vicinato e media distribuzione, fra centro e periferia”.

 

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