Un commento

Il Premio Cremona oltre
il regime: il libro di Bona
presentato a Milano

Elena Pontiggia e Rodolfo Bona

Presentato a Milano lo scorso 2 febbraio, alla Casa della Memoria, il volume di Rodolfo Bona sul Premio Cremona, il concorso d’arte figurativa voluto personalmente dal gerarca fascista Roberto Farinacci negli anni 1939 – 1941 per dare lustro alla cultura fascista e ai temi valorizzati dal regime. Nel volume (edizioni Scritture) già presentato a Cremona, vengono ricostruite le tre edizioni del Premio sulla base di fonti scritte e iconografiche, anche in relazione al più noto Premio Bergamo e al generale dibattito artistico dell’epoca. Oltre all’autore, docente di storia dell’Arte al liceo Manin, ha tracciato un quadro storico artistico Elena Pontiggia, critica d’arte, insegnante di storia dell’arte all’Accademia di Brera, nota saggista.

Un argomento su cui c’era ancora molto da indagare, complice il fatto che negli anni del secondo dopoguerra, il Premio Cremona fu oggetto di ostilità critica e di rimozione, oltre che di scarsa considerazione nella storiografia dell’arte, solo parzialmente corrette a partire dagli anni Ottanta.
 Molte delle opere che vi parteciparono sono andate disperse o distrutte dopo la Liberazione, in alcuni casi mutilate o chiuse in magazzini; talvolta i loro autori, alla caduta del regime, cambiarono i titoli e i soggetti dei dipinti trasformando scene celebrative in scene popolari o in ritratti. Pensavano in tal modo di nascondere la loro partecipazione al Premio voluto in prima persona dal gerarca cremonese Roberto Farinacci allo scopo di promuovere un’arte realmente fascista.

Il libro di Rodolfo Bona offre per la prima volta un quadro storico e critico completo di quelle vicende, ricostruendo le tre edizioni del premio sulla base di fonti scritte e iconografiche, anche in relazione al più noto Premio Bergamo e al generale dibattito artistico dell’epoca. Vengono ripercorse le vicende di ciascuna edizione, prendendo in esame le opere più significative esposte ed esaminando quelle che si salvarono dalla dispersione e che sono tuttora conservate, talvolta in frammenti, in collezioni pubbliche e private. Il volume si chiude con i profili biografici e bibliografici di alcuni degli artisti che esposero a Cremona e con una significativa galleria di opere. Attraverso la proiezione di immagini, Bona ha poi commentato alcune delle opere che parteciparono alle tre edizioni del Premio Cremona, con una scelta dei dipinti utile a comprendere i mutamenti stilistici dei pittori partecipanti e l’adattamento alle tematiche proposte.

amadio

Bruno Amadio: Il fascismo è poggiato sulla terra, 1940, Cremona, Consorzio Agrario

felisari

Enrico Felisari: Il fascismo nel nuovo impero, 1939, Galleria d’Arte Moderna, Milano

 

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Commenti
  • giorgino carnevali

    NOTEVOLE!

    Una costante pedagogica, una ricerca non fine a se stessa, una sorta di spaccato di un’epoca delle più terribile della nostra Storia, anche se circoscritto ad un ben identificato “life motive” , uno sforzo, un impegno mai “fini a se stessi”. Soprattutto se proiettati a : “…..talvolta i loro autori, alla caduta del regime, cambiarono i titoli e i soggetti dei dipinti trasformando scene celebrative in scene popolari o in ritratti. Pensavano in tal modo di nascondere la loro partecipazione al Premio voluto in prima persona dal gerarca cremonese Roberto Farinacci allo scopo di promuovere un’arte realmente fascista”, la dice lunga. Bravo professor Rodolfo, bravo! .