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Ruggeri: 'Questo Pd, che
tristezza. Lo sviluppo? Non
passa più dalle autostrade'

Intervista alla vicesindaco che spiega come ha visto cambiare le prospettive di sviluppo e crescita della città (e del centrosinistra) in vent'anni di militanza come consigliere e assessore. "Ricandidarmi? Non credo proprio"

Non aveva votato Renzi, ma ritiene la scissione ormai in atto nel Pd, una sciagura per il centrosinistra. Intervistata la scorsa settimana nella trasmissione di Cremona1 “Il Comune risponde”, il vicesindaco Maura Ruggeri, uno degli esponenti di spicco del Pd nella giunta Galimberti, prova amarezza e un certo senso di sconforto per quanto sta avvenendo a livello nazionale, dove ogni giorno si assiste a defezioni e cambi di casacca, tutti all’insegna della frammentazione di centrosinistra e sinistra stessa. “Così facendo non si frenano i populismi”, ha detto, mentre nelle stesse ore si consumava l’addio di alcuni nomi storici del Pd, oltre che il via vai di altri esponenti di sinistra da un movimento all’altro. Franco Bordo, parlamentare cremasco eletto con Sel e già transitato da qualche mese in Sinistra Italiana, ha nuovamente cambiato casa, aderendo al nuovo soggetto politico di Giuliano Pisapia e, notizia di ieri, abbracciando anche il neonato raggruppamento Articolo1 – democratici e progressisti voluto da Roberto Speranza, Arturo Scotto (anch’egli fuoriuscito da SI).

Ormai una veterana di palazzo Comunale (dove è presente dal 1995, prima come consigliere poi, dal 1999 al 2009 come assessore alle Politiche Sociali, quindi ancora come consigliere di minoranza ed ora come vicesindaco) Maura Ruggeri  ha dichiarato che con la giunta Galimberti ritiene concluso il suo impegno in Comune, escludendo ricandidature, ma non l’impegno politico. Una città profondamente cambiata nell’arco di questi vent’anni, inserita in un ciclo economico economico  globale che ha reso necessario un cambio di prospettiva in chiave locale. “E’ cambiato – afferma Ruggeri, che detiene le deleghe a Sviluppo e Lavoro – il contesto di riferimento. Quando ho iniziato, parlare di sviluppo di un territorio significava ancora poter ipotizzare strade e infrastrutture, si puntava su autostrade come la Cremona Mantova o il terzo ponte. Oggi non è più così e mi spiego meglio.

“Il ciclo delle amministrazioni di centro sinistra si interrompe nel 2009 quando la crisi comincia a far sentire i suoi effetti anche sul tessuto economico sociale del nostro territorio che contava soprattutto sulla realizzazione di alcune infrastrutture, sia su ferro che su gomma (per non parlare dell’intermodalità acqua, ferro gomma) ritenute strategiche per offrire possibilità di crescita per l’economia locale. Concluso quel ciclo, all’attuale amministrazione tocca il compito di guardare avanti e porsi il tema di un rilancio che tenga conto dei limiti posti dalla crisi, ma anche delle nuove prospettive che si aprono”

Quindi, addio alle infrastrutture? “No, il tema dei collegamenti resta cruciale, in particolare quello del miglioramento del collegamento ferroviario con Milano, odo su cui continuiamo ad insistere ed a confrontarci per ottenere risultati concreti, ma ora tocca a tutti gli attori del territorio trovare le giuste intese e le sinergie necessarie anche con gli altri territori per attrarre nuove risorse capaci di creare nuove opportunità di lavoro. Da soli non si va da nessuna parte”.

Da qui l’importanza di valorizzare le specificità del territorio, su cui l’amministrazione comunale sta insistendo molto: “Cremona – continua Ruggeri –  si distingue a livello nazionale ed internazionale come la filiera  dell’agroalimentare che può contare su un’agricoltura, su una zootecnia e su una  produzione lattiero casearia d’eccellenza, piuttosto che  l’artigianato liutario collegato alla  filiera della musica e del suono  che ci rende unici al mondo”. Da qui nascono progetti concreti come il Food Lab, (formazione e ricerca con università e imprese), la European Region of Gastronomy, il Distretto Culturale e, forse il più noto, il Polo tecnologico, che si propone di lanciare Cremona nell’ambito delle smart cities offrendo servizi tecnologicamente avanzati alle imprese e attraendone di nuove.

g.biagi

 

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