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Sicurezza: torna il progetto
'Icaro' contro la distrazione
alla guida. Via agli incontri

Torna per il 17esimo anno consecutivo il progetto Icaro, la campagna di sicurezza stradale rivolta ai giovani e promossa dalla polizia di Stato con la collaborazione dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, del Movimento Italiano Genitori onlus e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per tre giorni il comandante della polizia stradale di Cremona Federica Deledda e un suo sovrintendete hanno partecipato a Nettuno ad un corso per formare i colleghi di tutte le sezioni della Lombardia, e oggi, nella sede della polizia stradale di Pizzighettone, si sono svolti gli aggiornamenti professionali per gli operatori che si dedicheranno al progetto. Icaro interessa tutto il territorio nazionale ed ogni anno ha un target diverso. Quest’anno ci si concentrerà sul “Multitasking”, e cioè lo svolgere più attività contemporaneamente. Cosa che purtroppo si fa anche alla guida: quando si ha in mano il volante, c’è chi guarda il telefono, chi messaggia, chi chatta, chi telefona, chi mangia, chi fuma e chi si trucca. Un’abitudine deleteria, se si conta che oggi la principale causa degli incidenti stradali è proprio la distrazione.
Nel progetto Icaro, la stradale è affiancata all’Università La Sapienza di Roma, dipartimento di Psicologia gestito dalla professoressa Anna Maria Giannini. Tre gli incontri previsti dalla prossima settimana nelle scuole medie e superiori di tutta la provincia. Ai ragazzi verrà sottoposto un questionario per cercare di capire la loro percezione di sicurezza sulla strada, test che verrà riproposto nell’ultima giornata. Nei tre incontri sono previsti esercizi e videolive di incidenti stradali. “Vogliamo generare cambiamenti nella condotta di guida”, ha sottolineato il comandante Deledda. “Nel progetto Icaro non c’è nulla di improvvisato. Alla base c’è un vero e proprio studio con la raccolta di informazioni relative ai ragazzi che incontriamo e con la raccolta di questionari che consentono di catalogare il campione e di capire l’approccio che bisogna cercare per il futuro. L’anno scorso, ad esempio, abbiamo fatto compilare e restituito 23.000 questionari. Si tratta di un modo molto moderno di far polizia e di fare prevenzione”.

Sara Pizzorni

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