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Casalmaggiore, denunciati
pescatori di frodo e
sequestrati 870 kg di pesce

Operazione che ha portato alla denuncia di almeno sei persone e al sequestro di 870 kg di pesce abusivamente pescato in Po e nelle lanche. Un grosso smacco alla pesca di frodo molto diffusa sull’asta del fiume. Il pescato in genere viene poi trasportato nei paesi dell’est dove alcune speci presenti in fiume sono molto ricercate. L’operazione dei Carabinieri sarebbe avvenuta nell’area golenale di Motta Baluffi.Sono sei i predoni, di origine rumena, denunciati, di cui 2 con precedenti per bracconaggio ittico. 20 anni il più giovane, 40 il più anziano del gruppo che agiva a bordo di due gommoni con a bordo batterie per scossa. Era così abbastanza semplice poi caricare il pesce a bordo. Il pesce a loro sequestrato ammonta a 876 kg, tra siluri e carpe. I sei componenti della banda farebbero parte di un’organizzazione più numerosa che da tempo depreda i fiumi con sistemi sbrigativi, con loro sistemi di distribuzione: infatti accanto ai pescatori di frodo vi sarebbero anche i ‘trasportatori che, a conoscenza dei punti di raccolta, poi preleverebbero il tutto per immetterlo sul mercato, soprattutto quello dell’est dove i siluri sono apprezzati.  Tutto era partito da una segnalazione ricevuta dall’area del Delta del Po dove si registrava un calo evidente della pescosità del fiume. Ma già in zona da tempo si registravano movimenti sospetti. Il gruppo dei denunciati – tutti senza fissa dimora – aveva base a Cingia de Botti. Lì, all’interno di una stanza, è stato rinvenuto il pesce ammassato senza neppure la più elementare delle norme igieniche, pesce che avrebbe pure potuto costituire un pericolo se immesso sul mercato sia quello umano che quello animale: senza congelazione, immerso nel sangue, già in qualche caso in stato di decomposizione. Il proprietario della cascina, un italiano, pare non sapesse nulla di quel che avveniva all’interno della costruzione. Ulteriori accertamenti a suo carico sono in corso. L’operazione è stata spiegata questa mattina alla presenza del comandante della Compagnia dei Carabinieri di Casalmaggiore Cristiano Spadano e del comandante della stazione di Scandolara Ravara maresciallo Raffaele De Maria. La banda era seguita da qualche tempo. Gli uomini dell’arma aveva seguito gli spostamenti, registrato i passaggi del pesce, preso nota di tutto poi nel tardo pomeriggio di ieri sono entrati in azione a Motta Baluffi, dove la banda è stata fermata. La nuova legge 154 del luglio 2016 relativa al bracconaggio ittico ha inasprito le pene facendo diventare la pesca di frodo da reato con pene di tipo amministrativo a reato penale. Tutto il materiale, compreso barche, reti e batterie verrà distrutto. Alla banda è stato sequestrato anche un furgone utilizzato per gli spostamenti ed intestato ad uno dei rumeni, peraltro privo di patente. Il pesce verrà smaltito da Casalasca Servizi.

Giovanni Gardani/Nazzareno Condina

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