Un commento

Cosa resta del
centro sinistra
nel nostro Paese

Lettera scritta da Lapo Pasquetti - Sinistra Italiana Cremona 

Le forze di SINISTRA e tutta la politica si trova oggi a confrontarsi con problematiche sociali ed economiche che come una morsa stanno stritolando un tessuto sociale sempre più logorato e indebolito, non più in grado di sopportare tensioni senza lacerarsi.

Il disastro sociale che abbiamo davanti ai nostri occhi è frutto di una crisi economica globale provocata dal capitalismo finanziario e dai guru del liberismo, ma non solo! E’ anche frutto di una classe politica che ha scelto, in Italia, in Europa e nel Mondo, di indirizzare il proprio sguardo, la propria azione, a tutela di chi non soffre, di chi “tuttosommato” se l’è cavata. Una classe politica che ha voltato le spalle a chi ha perso tutto, lavoro, casa, dignità. Un ceto politico che ha scelto di costruire muri per tenere lontano dalla vista le macerie da esso stesso prodotte; azzerare i conti con i propri errori e autoassolversi con la formula del sacrificio inevitabile, dello “scarto sociale fisiologico di un sistema produttivo” che deve ripartire, nascondendo le proprie responsabilità.

Oggi non si può più far finta di niente e voltare pagina, perché quel libro non ha più pagine; perché al di là di quel muro della vergogna vive ormai una vasta parte del corpo sociale del paese, molto più numerosa, molto più ampia, molto più assetata di rivincita sociale, fatta da un ceto medio schiantato, fatta di giovani disoccupati, di lavoratori espulsi dai processi produttivi e privati di ogni tutela giuridica e sociale; fatti di migranti politici ed economici in cerca di condizioni di vita dignitose, di lavoratori precari senza un futuro, di pensionati non più in grado di pagarsi la sanità.

Il centro-sinistra della difesa dei diritti sociali e delle libertà civili ha perso la propria identità inseguendo pulsioni liberiste e securitarie; teorizzando la deregolamentazione del mercato del lavoro; osannando la precarietà chiamandola flessibilità; aziendalizzando il sapere; istituendo la detenzione amministrativa dei CIE; contrapponendo il futuro previdenziale dei giovani col presente dei vecchi.

Non possiamo prescindere da tutto ciò che è successo col PD e nel PD prima, durante e dopo l’ascesa di Renzi.

Ci troviamo di fronte un universo sociale smarrito, a cui la SINISTRA ha il dovere di dare risposte con azioni politiche radicali e concrete prima che il malessere sociale, il rancore, venga strumentalizzato dalle destre populiste ed estreme per fare piazza pulita delle macerie da loro stessi prodotte. Occorre andare alla radice del problema, rimuovere le cause e non gli effetti. Se la SINISTRA non fa il proprio mestiere, allora la destra entra nelle vene del corpo sociale. Allora il nazionalismo, il razzismo, la fobia del diverso, diventano la valvola di sfogo del malessere sociale.

Detto ciò, la nostra idea di Sinistra non ha scelto di rinunciare alla ricerca di un campo largo in cui ricostruire un senso dell’agire collettivo. Sinistra Italiana non nega la necessità di un compromesso tra forze democratiche per dare una prospettiva di governo all’Italia. Siamo sempre convinti che vadano valorizzate tante buone pratiche amministrative che, nelle città e nelle Regioni, rendono ancora spendibile la formula centro-sinistra. Ma ciò non basta! Un partito di centro-sinistra già c’è, non serve crearne altri. Ciò che gli manca è una politica di Sinistra. Ma se la SINISTRA resta solo un’allusione, allora il centro-sinistra non sarà altro che un’illusione.

La SINISTRA ha quindi il dovere di esistere e di progredire, non solo in Italia ma anche in Europa, in una prospettiva necessariamente unitaria, se vogliamo davvero cambiare il verso delle cose.

 

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Commenti
  • Ronni

    La Sinistra Italiana ha prodotto la signora Boldrini …ovvero lesempio di carica istituzionale più snob più radical-schic più lontana dalla realtà che possa esistere al mondo !! La sinistra ha il dovere di sparire….questo il dovere che ha…!!!