Cronaca
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'Falsificò carte per svolgere prestazioni professionali' Medico a processo

Falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative. Di questo reato deve rispondere in tribunale un ex medico dell’ospedale Maggiore accusato di aver falsificato un provvedimento di mancata autorizzazione allo svolgimento di prestazione professionale. I fatti risalgono a cinque anni fa. Il medico, all’epoca anestesista presso il reparto di Terapia Intensiva, era stato spostato all’accettazone pre-ricoveri. In seguito ad una visita medica, infatti, era stato ritenuto temporaneamente non idoneo ad effettuare attività di sala operatoria. Ma aveva comunque continuato a svolgere prestazioni extra moenia in una clinica di Merano. Dai documenti, l’imputato risultava in possesso della regolare autorizzazione aziendale, ma secondo l’accusa quelle carte erano state contraffatte. Il 2 luglio del 2012, come ha ricordato in aula Simona Mariani, in quel periodo direttore generale dell’ospedale, “era arrivata una nota del direttore del presidio Leonardo Galli con la richiesta di apertura di un procedimento disciplinare a carico del medico”. La Mariani ha spiegato che in seguito, il 3 agosto del 2012, l’ospedale aveva depositato un esposto in procura e che era stata inviata una nota alla clinica di Merano dove si precisava che il medico in questione non avrebbe potuto effettuare prestazioni senza l’autorizzazione aziendale. “Ma perché l’imputato era stato ritenuto non idoneo ?”, ha chiesto il pm onorario Laura Lamberti. “Non l’abbiamo saputo per motivi di privacy”, ha risposto la Mariani. L’anestesista era stato anche licenziato “per giusta causa”. Aveva impugnato il licenziamento e davanti al giudice del lavoro con l’azienda ospedaliera aveva conciliato, trovando un accordo economico. In aula, davanti al giudice Francesco Beraglia, la difesa ha chiamato a testimoniare Eugenio Domaneschi, responsabile dell’Economato. Il teste ha parlato di un “qui pro quo” in merito all’autorizzazione, e che il medico ha fatto “correzioni in buona fede”. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 21 giugno.

Sara Pizzorni

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