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La volta buona per la mostra
sul Premio Cremona? Accordi
in fase avanzata con Sgarbi

Alla fine del 2018 o nel 2019 si terrà probabilmente una grande mostra a 80 anni dalla prima edizione del Premio di pittura “Cremona” voluto da Roberto Farinacci, l’evento artistico che portò la città alla ribalta internazionale. In Comune bocche cucite ma sarebbe imminente la firma del contratto con Vittorio Sgarbi, curatore della rassegna. Nei prossimi giorni il sindaco Galimberti incontrerà il noto studioso con cui si è avuto nelle ultime settimane un fitto scambio di mail. Già nel 2009 il presidente della Provincia Giuseppe Torchio attraverso l’Apic aveva cercato nel settantesimo della prima edizione – grazie al lavoro di tre ricercatori cremonesi – di proporre una mostra con una sessantina di opere partecipanti alle tre edizioni (1939, 1940, 1941). Poi alcune polemiche pretestuose avevano fermato il progetto.

Oggi il tempo trascorso permette di studiare l’iniziativa con un atteggiamento meno condizionato rispetto al passato. Questo permetterà di ricostruire con criterio scientifico un evento che ha avuto una grande rilevanza sia per l’efficacia propagandistica del regime, sia per il valore delle opere esposte. Alcune opere si trovano in edifici pubblici, altre in sedi di associazioni, altre ancora in cantine o depositi di privati. Si tratta di opere di grandi dimensioni, 2 metri per 3 in molti casi. Molti pittori che hanno partecipato al Premio, con la caduta del fascismo sono spariti dalla vita artistica italiana, bollati come artisti di regime, altri hanno proseguito la loro attività con alterne fortune. La mostra si dovrebbe tenere a Santa Maria della Pietà in quanto troppo stretto- per il formato delle opere – sarebbe lo spazio della sala espositiva del Museo del Violino, in quel Palazzo dell’Arte voluto da Farinacci per il Premio.

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