Cronaca

Folle corsa in auto tra le vie del centro: quattro mesi a 27enne con patente sospesa

L'imputato è stato invece assolto dall'altro reato contestato: quello di danneggiamento aggravato dell'auto dei carabinieri che lo stavano tallonando durante la fuga

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Avrebbe potuto trasformarsi in tragedia la folle fuga in auto avvenuta nelle vie del centro a Cremona attorno alle 19 dello scorso 12 maggio. Un rocambolesco inseguimento aveva visto i carabinieri della Sezione Radiomobile di Cremona impegnati a bloccare una corsa spregiudicata che aveva messo a repentaglio la vita di numerosi automobilisti e pedoni.

Per quell’episodio, oggi il giudice ha condannato il conducente, un 27enne operaio marocchino incensurato. Per lui, quattro mesi per resistenza a pubblico ufficiale, pena sospesa. E’ stato però assolto, “perchè il fatto non costituisce reato”, dall’altra accusa di danneggiamento aggravato per essere finito contro l’auto dei carabinieri. “E’ vero”, ha ammesso il difensore, l’avvocato Pier Mauro Stombelli, “il mio assistito ha fatto manovre azzardate, ma non c’era l’intenzione di danneggiare il mezzo dei militari“.

Per entrambi i reati, il pm onorario aveva chiesto la pena di un anno e quatto mesi di reclusione.

Quel giorno in via Massarotti una pattuglia dell’Arma, notando una Skoda di colore grigio con a bordo due soggetti sospetti, aveva invertito la marcia per procedere al controllo. Il conducente del veicolo, accortosi della manovra dei militari, non ci aveva pensato due volte: ancora prima che i carabinieri potessero azionare i lampeggianti, aveva premuto sull’acceleratore, bruciando il semaforo rosso all’incrocio con via Spalato e dando il via alla fuga.

A quel punto, gli operatori avevano attivato sirene e lampeggianti, mettendosi all’inseguimento. Il fuggitivo aveva dimostrato totale sprezzo del pericolo: aveva invaso la corsia opposta nei pressi del supermercato, aveva imboccato via Ghinaglia col semaforo rosso costringendo altri veicoli a brusche frenate e aveva proseguito la sua corsa folle tra via Piave, via Montello e piazza Risorgimento. Sfidando ogni regola, l’auto aveva affrontato curve cieche contromano e aveva sfiorato diversi pedoni sulle strisce, che si erano salvati solo grazie ai propri riflessi. I carabinieri avevano tallonato il veicolo senza mai cedere, cercando di porre fine a quell’azione scellerata nel minor tempo possibile.

Il culmine dell’inseguimento si era registrato in viale Trento e Trieste. Trovandosi la strada sbarrata dalle auto ferme a un semaforo rosso, il conducente della Skoda aveva improvvisamente tirato il freno a mano. La brusca manovra aveva fatto girare il mezzo, rendendo di fatto impossibile per la gazzella dell’Arma, che stava tallonando il fuggitivo, arrestare la propria corsa: l‘impatto tra la parte anteriore dell’auto di servizio e quella posteriore destra della vettura in fuga era stato inevitabile, provocando danni parziali a entrambi i mezzi.

Nonostante l’incidente, il conducente non si era arreso, abbandonando il veicolo per tentare una disperata fuga a piedi nel traffico. Mentre un militare aveva bloccato il passeggero rimasto nell’abitacolo, il collega, mettendo a rischio la propria incolumità tra i veicoli in transito, si e lanciato all’inseguimento del fuggitivo.

Dopo una corsa di circa 500 metri, l’imputato era stato definitivamente raggiunto, immobilizzato e ammanettato all’intersezione tra via Angelo Peri e via Dante. Dopo la convalida dell’arresto era stato rimesso in libertà. Il giovane aveva spiegato di non essersi fermato all’alt dei carabinieri perchè qualche mese prima gli era stata sospesa la patente e aveva avuto paura. Era di ritorno dal lavoro quando era incappato nel controllo dei militari.

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