Cronaca
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Per superare i problemi del marchio nasce il Distretto culturale della liuteria

Non si chiamerà più “Distretto culturale della città di Cremona” ma diventerà “Distretto culturale della liuteria”. Questa la nuova proposta formulata dall’amministrazione comunale in sinergia con la cabina di regia del tavolo di governance della liuteria (Comune di Cremona, Fondazione Museo del Violino, CNA e Confartigianato) e le realtà facenti parte dell’attuale Distretto (Museo del Violino, Scuola internazionale di liuteria, Università di Pavia, Politecnico di Milano, Cr.Forma), presentata ai liutai della città nell’aula magna di Palazzo Pallavicino.
Le singole botteghe -che ricordiamo sono oltre 150 a Cremona- potranno scegliere di aderire, sottoponendo così parte della produzione della bottega alle analisi proposte dai laboratori del Museo del Violino (Laboratorio Arvedi di Diagnostica non Invasiva dell’Università di Pavia e Laboratorio di Acustica Musicale del Politecnico di Milano): in tal modo, si andrà a creare un database della liuteria contemporanea nonché un dossier per uno strumento all’anno, contenente per esempio l’analisi dei materiali usati nella costruzione basata su scansione laser a raggi X o il risultato dell’analisi vibrometrica e acustica del violino finito.
Questo sarà garanzia di qualità e andrà a promuovere il “saper fare liutario” di Cremona nel mondo, iscritto nel 2012 nel Patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco, sopperendo nell’intenzione del Comune al problema della certificazione, rimasto senza sbocco nella precedente riunione del tavolo di governance della liuteria. Lo scorso marzo infatti fa era arrivata la “bocciatura” da parte del Consorzio Liutai ‘Antonio Stradivari’ sul progetto di utilizzo del marchio ‘Cremona Liuteria’. Ora è arrivata la nuova proposta con il cambio di denominazione del Distretto che ha già ottenuto il sostegno di Fondazione Cariplo e dovrebbe partire con la fase attuativa fra poche settimane, il tempo necessario per raccogliere i pareri dei liutai cremonesi prima di fare – si ipotizza a giugno- la presentazione ufficiale alla città.

Il Distretto culturale della liuteria è in sostanza un progetto di laboratorio diffuso.

“Questo – ha spiegato il sindaco Gianluca Galimberti nell’incontro di oggi coi liutai, accompagnato dall’assessore Barbara Manfredini –  è l’inizio di un percorso frutto di un intenso e serio lavoro durato un anno e mezzo con risultati ottenuti (come il Polo delle arti, la Laurea in restauro e quella in Musical Acoustic e il rilancio dell’Istituto Monteverdi) e fatto anche con il tavolo di governance della liuteria e con la cabina di regia. Noi siamo il saper fare liutario. Questo Distretto come altri distretti ha come caratteristica non solo il come produco, ma il dove produco, l’habitat unico al mondo che noi vogliamo con questo percorso rafforzare e far crescere con i liutai protagonisti e le istituzioni intorno, a disposizione per la crescita culturale complessiva del sistema. È un laboratorio diffuso che propone strumenti di formazione, ricerca e promozione (servizi dei laboratori a costi agevolati, occasioni di aggiornamento continuo, supporto per bandi, azioni di comunicazione internazionale, ampliamento rete di contatti) e offerta culturale dentro ad un cammino complessivo di sviluppo della città come città del saper fare liutario”.

Federica Priori

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