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Marchio 'Cremona
Liuteria', il 28 marzo
si svelano le carte

tavolo governance liuteria - evid
Una riunione del tavolo di governance della liuteria (foto d'archivio)

Era stato messo nero su bianco nella prima nota stampa diffusa nel marzo 2016 dalla cabina di regia (composta da Comune di Cremona, Fondazione Museo del Violino, CNA e Confartigianato) del tavolo di governance sulla liuteria: «La tutela della qualità è un obiettivo che non si raggiunge con un’autocertificazione e certamente non si raggiunge da soli». Oggi, a oltre un anno dalla costituzione del tavolo promosso dall’amministrazione locale ai cui incontri hanno partecipato le diverse associazioni di settore presenti sul territorio, la liuteria cittadina arriva ad un punto cruciale: nel pomeriggio di martedì 28 marzo si terrà la riunione a porte chiuse in cui la cabina di regia presenterà l’esito delle consultazioni circa la proposta di modifica del regolamento d’uso per il marchio “Cremona Liuteria”. In sostanza significa che il Consorzio Liutai “Antonio Stradivari” – in quanto detentore del marchio sostenuto dalla Camera di Commercio – dovrà scegliere se accettare o meno la strada della nuova certificazione.

Un percorso fatto di oneri giacché richiede standard qualitativi altissimi, ma fatto sopratutto di onori: l’immagine dell’artigianato musicale della città patria dei Guarneri e Amati ne riceverebbe lustro sul piano internazionale, smarcandosi poi in maniera definitiva dalla polemica sulla contraffazione dei ‘violini in bianco’ assemblati in Cina e venduti sotto al Torrazzo. Quali saranno le azioni messe in campo dipenderà dall’esito della riunione, un’indicazione comunque l’aveva data lo scorso ottobre il sindaco Galimberti: «Anzitutto dobbiamo certificare non un violino, ma la bottega; inoltre stiamo lavorando ad un pacchetto di incentivi fiscali locali e speriamo regionali e governativi, per chi aderirà a questo marchio rafforzato; alle agevolazioni infine, vogliamo affiancare servizi come l’inserimento di giovani in bottega».

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