Un commento

Mostra su Premio Cremona
curata da Sgarbi tra gli eventi
clou della cultura 2018

Bruno Amadio "La nazione è poggiata sulla terra", 1940, Consorzio Agrario Cremona

Il 2018 sarà l’anno della mostra che andrà a ricordare il Premio Cremona che si svolse dal 1939 al 1941, voluto da Roberto Farinacci. È questa una delle indiscrezioni sul programma della Cultura che verrà presentato ufficialmente dal sindaco Galimberti venerdì. Il premio fu un evento artistico che portò la città alla ribalta internazionale. La mostra sarà curata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi, già contattato telefonicamente dal sindaco Gianluca Galimberti. La mostra sarà articolata, perchè sarà coinvolta anche la città di Bergamo, antagonista, con il suo premio, a Cremona: con le sue 4 edizioni la città di Bergamo vide partecipare più di 300 artisti. Il premio Bergamo fu promosso dal ministro dell’educazione nazionale Giuseppe Bottai, gerarca fascista. Un ponte, dunque, tra Cremona, Bergamo ma anche Salò, incarnazione del regime fascista e disperato tentativo da parte di Mussolini di un ritorno alle origini del fascismo. La mostra si propone di mettere insieme le diverse esperienze artistiche insieme alla storia del regime.

Già nel 2009 il presidente della Provincia Giuseppe Torchio attraverso l’Apic aveva cercato nel settantesimo della prima edizione – grazie al lavoro di tre ricercatori cremonesi – di proporre una mostra con una sessantina di opere. Poi alcune polemiche avevano fermato il progetto. Alcune opere si trovano in edifici pubblici, altre in sedi di associazioni, altre ancora in cantine o depositi di privati. Si tratta di opere di grandi dimensioni, 2 metri per 3 in molti casi. Molti pittori che hanno partecipato al Premio, con la caduta del fascismo sono spariti dalla vita artistica italiana, bollati come artisti di regime, altri hanno proseguito la loro attività con alterne fortune.

Silvia Galli

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Commenti
  • Libero

    Ah però ora lo Sgarbi nazionale è pure esperto di arte del novecento. Un vero mago, onnipresente e onnisciente. E quanto lo paghiamo?