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L'abusivismo difeso
dai sindaci
dell'isola d'Ischia

Lettera scritta da Elia Sciacca

Egregio direttore,

la mancanza di serie politiche di prevenzione evidenzia, dopo grandi catastrofi, come il terremoto che ha colpito l’Italia centrale un anno fa e, purtroppo, il recentissimo sisma di Ischia, denotano da decenni le vistose mancanze della cultura della prevenzione, ossia della conoscenza, del contrasto per la riduzione del rischio. È certamente apprezzabile il recente ‘Sisma bonus” promosso dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per gli interventi edilizi antisismici, grande però è la responsabilità della politica per la mancanza di provvedimenti che contrastino con decisione l’abusivismo i cui dati sono allarmanti e la scadente qualità del costruito dovuta anche all’endemica scarsità dei controlli e delle scarse competenze messe in atto.

L’ennesimo evento sismico, che ha colpito Ischia, sta a dimostrare che nel nostro paese l’abusivismo la fa da padrone, su quaranta mila abitanti dell’isola ci sono, 600 ordini di abbattimento case da parte della procura, e ben 27 mila domande di condono, alla faccia della levata di scudi dei 6 sindaci dell’isola. Quello che è successo conferma la necessità di un piano di prevenzione sismica e di completare la conoscenza dello stato delle nostre case, anche attraverso strumenti determinanti come il certificato di stabilità, degli edifici e il fascicolo del fabbricato di cui se ne parla da almeno 20 anni. Fatto sta che in Italia si parla di prevenzione solo dopo terremoti, alluvioni, crolli o altri eventi che ci ricordano quanto fragili siano i territori che abitiamo. Soprattutto di quelli in zona sismica a rischio.

Purtroppo, però, in questi anni determinanti sono state le lobby, e soprattutto quelle dei proprietari immobiliari, che hanno lavorato per evitarne l’introduzione, facilitati dall’indifferenza colpevole della politica.Con il risultato che ogni tanto un palazzo viene giù. Si scava tra le macerie, si celebrano le esequie si fanno i soliti discorsi strappa lacrime di rito, e poche settimane dopo tutto torna come prima nell’attesa di un prossimo evento sismico per riformulare le stesse dichiarazioni di rito tenute nel cassetto, e aggiornate con il luogo del nuovo evento sismico, con le solite promesse di pulcinella che verranno eseguiti lavori seri di ristrutturazione e controlli degli edifici ma che nella cruda e triste realtà come sempre dimostreranno la presentazione plastica dell’ennesima commedia Italica, recitata in modo impeccabile dai vari rappresentanti delle istituzioni con in testa i vari Sindaci che avranno l’opportunità di scorrazzare tra le varie emittenti televisive, e talvolta speculare sulla pelle dei deceduti come se loro fossero completamente estranei ai vari dissesti e alla mancanza di controlli sulle edificazioni il più delle volte abusive.
Un antico proverbio recita “mentre il dottore studia, il paziente muore”.

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