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Nuove regole per costruzioni
in aree a rischio idrogeologico
Interessato anche il City Hub

Il Polo tecnologico, primo nucleo del City hub in via del Macello

Il Piano integrato di intervento del Cremona City Hub, modificato dalla giunta Galimberti con la rimozione di aree residenziali e commerciali, fa un altro passo avanti, con l’approvazione delle controdeduzioni dell’ufficio Urbanistica ai pareri di Provincia e Regione. Tra l’altro, la Provincia di Cremona ha chiesto l’adeguamento ad una nuova normativa regionale, entrata in vigore il 21 giugno scorso, pochi giorni dopo l’adozione del Piano da parte del Comune. Si tratta di disposizioni che interessano tutto il Pgt, di cui è in corso la variante e vanno a modificare il piano di gestione dei rischi di alluvione (PGRA) e la pianificazione dell’emergenza. L’area del Cremona City hub è interessata dal passaggio del cavo Cerca e “presenta – scrive la Provincia nel suo parere – rilevanti criticità geologiche, in quanto ricade in aree vulnerabili dal punto di vista idraulico a causa di allagamenti prodotti dal reticolo secondario della pianura”. “In considerazione di dette criticità, si rende necessaria una attenta revisione delle previsioni urbanistiche relativamente alla presenza di rischio idraulico di allagamento”.

Il Comune aveva in effetti aveva già previsto l’adeguamento del proprio strumento urbanistico alla nuova normativa, e fermo restando che la vulnerabilità di quell’area era già stata indicata nel vigente Pgt, introdurrà, anche per le nuove edificazioni che sorgeranno  sulle aree dell’ex macello ed ex magazzini comunali, delle restrizioni sulle tipologie costruttive, ad esempio i locali interrati che dovranno seguire determinati accorgimenti.  Tra l’altro, come spiegato la scorsa settimana dai tecnici comunali in commissione Area vasta, i nuovi edifici dovranno essere accompagnati da studi di verifica idraulica per ottenere i titoli abilitativi dal Comune. La Regione ha anche introdotto un’ulteriore stretta, escludendo il pagamento di eventuali rimborsi  per interventi edilizi danneggiati che sorgono in zone soggette a rischio esondazione da rischio idraulico.
Il costruttore – è stato spiegato – da giugno scorso deve rilasciare liberatoria in un apposito registro, accessibile dalla Regione, in cui solleva l’ente da responsabilità in caso di danni avvenuti in aree soggette a rischio idrogeologico, regola che vale solo per le nuove edificazioni.
In seguito allo stralcio di aree dal precedente Cremona City Hub, sono state anche riviste le stime di traffico che interesserà la zona. Rispetto al 2012,  si stima una diminuzione di 468 veicoli / ora in piazza Libertà, meno 600 in via Pippia, meno 954 alla rotatoria di via Lucchini – via del Macello.

g.biagi

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