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Giorno di 'ordinaria follia'
in via Fabio Filzi: 2 anni e 8
mesi al 23enne del Gambia

Ha dato in escandescenze perché in farmacia voleva un farmaco, ma non aveva la ricetta, in tabaccheria perché voleva le sigarette, ma non aveva il denaro per pagarle, è stato accusato di tentata rapina impropria per aver cercato con violenza di rubare una macchina ed è stato accusato di lesioni agli agenti della polizia. Un giorno di ordinaria follia, quello di venerdì 8 settembre, per un 23enne del Gambia senza fissa dimora, ieri condannato ad una pena di due anni ed otto mesi di reclusione che sconterà in carcere. Il suo legale, l’avvocato Lapo Pasquetti, aveva chiesto una perizia psichiatrica, ma il giudice non accolto la sua istanza e ha proceduto alla condanna. L’imputato, in carcere da quel pomeriggio, è in Italia da due anni con un permesso di soggiorno per motivi umanitari.

La sera prima di combinarne di tutti i colori in via Filzi, era appena stato arrestato dai carabinieri per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento: in stato di alterazione, in mezzo alla strada, in via Mantova, aveva bloccato le auto in transito, sferrando calci alle carrozzerie dei mezzi. All’arrivo dei carabinieri, l’uomo si era scagliato contro di loro ma era stato bloccato, anche se con fatica. Davanti al giudice della direttissima, aveva patteggiato 9 mesi ed era tornato libero.

Il pomeriggio del 9 settembre era rientrato in azione: sempre in stato di alterazione, era entrato in una farmacia di via Fabio Filzi. Aveva chiesto un farmaco, ma non aveva la ricetta. Al rifiuto del farmacista di dargli il medicinale, il giovane aveva perso il controllo, dando in escandescenze. Fuori di sè, era poi uscito dalla farmacia per entrare in una tabaccheria. Voleva le sigarette, ma non aveva i soldi per pagarle. Con il tabaccaio, che aveva chiamato la polizia, era scoppiata un’accesa discussione, al termine della quale lo straniero era uscito dal negozio.

Nel frattempo erano arrivati gli agenti della Questura che avevano visto e seguito il ragazzo all’interno di un vicino condominio. Il 23enne si era intrufolato in un garage ed era salito su un’auto con l’intenzione di rubarla e di fuggire. Ma la polizia lo aveva bloccato. Il giovane non voleva scendere dalla macchina, e gli agenti erano stati costretti a rompere il finestrino per farlo uscire. Prima di essere definitivamente reso inoffensivo, aveva cercato con tutte le forze di resistere all’arresto, aggredendo i poliziotti.
Alla fine il 23enne era stato ammanettato con le accuse di lesioni agli agenti e di tentata rapina impropria nei confronti del proprietario dell’auto che aveva cercato di rubare.

Ora resta in carcere. Il suo legale ha fatto sapere che ricorrerà in appello.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Sorcio Verde

    E dopo il carcere…rispeditelo in Africa.

  • Illuminatus

    Ma quanto ci costa questo deficiente.

  • Giuseppe Vellotti

    Che coraggio ha questo Legale a ricorrere in appello, visto cosa ha combinato il suo assistito, correrà il rischio di fargli aumentare la pena..

    • paolo

      Beh, ma forse le è sfuggito di chi si tratta.. di “Lapo”: cerchi un po in rete chi è e cosa fa…

      • Giuseppe Vellotti

        Ora capisco tutto, c’è la politica di mezzo!

  • Gianluca

    Due anni e otto mesi di carcere , ma in Gambia.