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Ponte di Casalmaggiore,
missione a Roma. "Ministero c'è,
a breve tavolo con le Regioni"

Un viaggio a Roma, che non resterà isolato. Certo, i protagonisti di questo giovedì pomeriggio romano non saranno gli stessi che scenderanno nella Capitale tra una decina di giorni circa, ma intanto un primo passo è stato fatto. Alla sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti erano presenti, nell’incontro con il Ministro Graziano Delrio, l’onorevole Luciano Pizzetti, Rosolino Azzali, consigliere in rappresentanza della Provincia di Cremona, i sindaci di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni e di Gussola Stefano Belli Franzini, oltre a quelli dei comuni parmensi Michela Canova per Colorno, Nicola Cesari per Sorbolo e Alessandro Fadda per Torrile. Con loro anche il senatore Giorgio Pagliari, gli onorevoli parmigiani Andrea Maestri e Giuseppe Romanini, e il dirigente della Provincia di Parma Gabriele Annoni.

L’incontro è stato definito positivo da più parti. “Delrio conosce la nostra zona, essendo reggiano – ha spiegato Bongiovanni – e noi avevamo il compito di presentare puntualmente tutti i disagi che si stanno creando a causa della chiusura del ponte. Disagi che sono non soltanto viabilistici, ma che contengono anche ricadute sociali ed economiche, facendo dunque di questa situazione un’emergenza nazionale”. “L’impegno del Governo e del Ministero è duplice – ha chiarito Pizzetti – e questa è la notizia migliore: da un lato il Ministero si impegna a istruire una pratica per la risoluzione dei problemi del ponte di Casalmaggiore; dall’altro, non appena saranno note le risultanze dei vari sopralluoghi tecnici (tempo massimo una decina di giorni, ndr) sarà convocato un nuovo tavolo a Roma con esponenti delle Regioni Lombardia ed Emilia Romagna e delle Province di Cremona e di Parma”. Proprio da quegli esami tecnici, infatti, si saprà se il ponte potrà essere riaperto al traffico almeno leggero e soprattutto si avranno i primi preventivi sui costi. Da lì poi, come un effetto domino, partirà tutto il resto.

Si è parlato della prospettive di un ponte nuovo e di tutto ciò che Cispadana e il progetto Tibre potrebbero portare come eventuale soluzione. Tuttavia Delrio in tal senso non si è sbilanciato, spiegando a sindaci e parlamentari che, adesso, serve una risposta nel breve periodo, abbastanza urgente, mentre le tre prospettive prima elencate porterebbero a tempi molto lunghi, col rischio di ingessare la situazione. Certo è che il Governo, dopo questo incontro, ha promesso di prendersi a cuore la questione, anche perché il ponte di Casalmaggiore non gode di buona salute, così come quello di Viadana e di San Daniele Po, ponti tutti vicini e accumunati da un destino molto simile. Da valutare anche la questione Anas, che doveva divenire proprietaria della strada Asolana, che passa sul ponte in questione, ma per ragioni burocratiche in Lombardia e politiche in Emilia, ancora non è riuscita a perfezionare questo passaggio. Insomma, la denuncia a Roma è arrivata davvero, ora si attende il prossimo tavolo, con le Regioni, per capire il da farsi e soprattutto quanti milioni di euro dovranno essere messi sul piatto. Il Ministero però ha garantito, intanto, di prendersi a cuore la partita.

Giovanni Gardani

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