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Province in perenne
difficoltà, oggi sciopero
in tutta Italia

foto Sessa

E’ in corso anche a Cremona lo sciopero indetto da Cgil Cisl e Uil dei dipendenti dell’amministrazione provinciale, l’ente che avrebbe dovuto scomparire con la riforma costituzionale e che invece è rimasto in vita con budget più che dimezzati dopo l’esito negativo del referendum. Risultato: incertezza sulle risorse disponibili ogni anno, programmazione quasi impossibile, servizi perennemente a rischio e, non ultimo, persistenza di un blocco contrattuale che era già pesante negli anni precedenti la riforma e che si è ulteriormente ‘ingessato’ dopo.

“La riforma delle Province non è stata indolore per i nostri dipendenti: la metà è stata spostata verso altre pubbliche amministrazioni, e chi è rimasto ha dovuto farsi carico di assistere i Sindaci Presidenti nella costruzione dei nuovi enti, in un clima di crisi e continue incertezze. La propaganda contro le Province ha toccato direttamente la vita dei dipendenti. Ora è il momento di assicurare una visione di prospettiva: la prossima Legge di Bilancio deve garantire le risorse necessarie per i servizi essenziali e restituire quell’autonomia organizzativa necessaria per valorizzare il personale”. Questa la dichiarazione del presidente dell’Upi Achille Variati, esprimendo il sostegno dell’Associazione ai dipendenti di Province e Città metropolitane impegnati oggi in una giornata di sciopero generale.

“I ritardi di mesi del pagamento degli stipendi che si sono verificati in diverse Province a causa dei tagli insostenibili delle manovre economiche – ha sottolineato Variati – hanno determinato situazioni gravissime di allerta sociale, e la mancanza delle risorse necessarie per garantire i servizi ai cittadini rende impossibile al nostro personale di lavorare nelle condizioni adeguate a quelle di una istituzione della Repubblica.
Per questo – conclude Variati – ci aspettiamo che la prossima Legge di Bilancio 2018 – 2020 metta fine a questo stato di precarietà. Il Governo e il Parlamento, con cui abbiamo avviato un confronto, devono assicurare risposte indispensabili sia in termini di risorse per garantire le funzioni fondamentali e per far ripartire gli investimenti locali, che per ripristinare l’autonomia organizzativa, eliminando i vincoli sul personale e consentendoci di orientare la qualificazione del personale alla nuova mission della Provincia”.

Il Presidente della Provincia di Cremona, Davide Viola, ha espresso la massima solidarietà e sostegno, manifestando un vivo apprezzamento per il lavoro svolto da tutti i Dipendenti, soprattutto in questi difficili anni connotati da una profonda trasformazione della PA ed incertezza che permea le stesse Province.

Per quanto riguarda Cremona, il consiglio provinciale ha approvato la scorsa settimana lo schema di Bilancio che prossimamente dovrà essere esaminato dall’assemblea dei sindaci. Anche quest’anno l’ente si dovrà far carico del prelievo forzoso dello Stato, noto come ‘contributo alla finanza pubblica’. 17.557.519,97 euro la somma che l’ente di corso Vittorio Emanuele dovrebbe versare, ma essendo in esercizio provvisorio, al momento ha impugnato la spesa solo per i primi 7.744.416,55, rimandando il resto a dopo l’approvazione del bilancio 2017/2019.

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