Diffamò una 45enne durante una cena: condannato. Dovrà risarcire vittima e figlio minore
1.200 euro di multa ad un imprenditore cremonese. L'uomo aveva definito la donna una "prostituta dedita a relazioni sentimentali con persone anziane in cambio di denaro"
Un imprenditore cremonese di 54 anni è stato condannato a 1.200 euro di multa per aver diffamato una 45enne che contro di lui aveva sporto denuncia. A processo, la donna si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Raffaella Vignati anche per conto del figlio quindicenne, e ciascuno dei due ha ottenuto come provvisionale un risarcimento di duemila euro. La pena sospesa è subordinata al pagamento della somma entro un anno dalla sentenza definitiva. Per l’imputato, il pm aveva chiesto la pena di un anno e 1.800 euro di multa.
I fatti risalgono al 14 aprile del 2024 durante una cena a casa dell’imprenditore alla presenza di varie persone, tra cui il figlio adolescente dell’imputato e due suoi amici, anche loro minori. In quell’occasione il 54enne aveva sostenuto che la 45enne, madre di un amico del figlio, frequentava locali notturni facendo spettacoli di strip tease e che aveva adescato un certo Gianni per farsi acquistare beni, come un’auto e la casa, per mantenere suo figlio. L’uomo aveva anche detto che il fine della 45enne era solo quello di trarre profitto dalla relazione e che i due avevano fatto un viaggio su un’isola lasciando il figlio di lei a casa da solo.
Quelle frasi erano state riferite dal figlio dell’imputato al figlio della 45enne. Secondo l’accusa e la parte civile, per colpa di quelle affermazioni il ragazzo aveva manifestato cambiamenti repentini di umore, difficoltà relazionali con la madre e si era rifiutato di andare a scuola. Allarmata, la donna aveva iniziato ad indagare, e controllando il telefono del giovane aveva scoperto le conversazioni via whatsapp tra suo figlio e gli amici. In alcune frasi, il figlio dell’imputato l’aveva definita una “prostituta dedita a relazioni sentimentali con persone anziane in cambio di denaro“.
La donna era poi venuta a sapere di quella cena e che le frasi diffamatorie erano state pronunciate dal padre dell’amico di suo figlio. Da lì la denuncia e il processo. L’imprenditore era difeso dagli avvocati Marcello Lattari e Francesco Ferrari. Nella loro arringa, i legali hanno escluso valutazioni ingiuriose e offensive sulla donna da parte del loro assistito, richiamandosi alle testimonianze delle persone presenti alla cena.