12 Commenti

Mobike alla grande, tutti
occupati i reggibiciclette
di via Monteverdi

Hanno subito riscosso un grande successo le biciclette di Mobike, l’azienda cinese di bike sharing che per la prima volta approda in una città di piccole dimensioni come Cremona. Il successo è stato tale che tutti i reggibicicletta di piazza della Pace / via Monteverdi da qualche giorno sono occupati dalle due ruote con cerchioni rossi. Chiave del successo del nuovo sistema è che non è necessario depositare la bici noleggiata in nessun posto specifico (tranne alcune limitazioni come le aree private) e che si può vedere in tempo reale, tramite smartphone, dov’è localizzata la bicicletta più vicina. Un sistema che prevede di utilizzare esclusivamente il cellulare sia per sbloccare il lucchetto, sia per pagare tramite carta di credito.

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Gianluca

    Le bici sono state dislocate in vari punti della città al fine di renderle visibili. Quelle nella foto c’erano già sabato sera. Personalmente ne ho viste girare 2. Da dire che la stagione non si presta proprio all’utilizzo della bici. Forse era meglio attendere la primavera.

  • brontolo

    Sinceramente mi sembrano un po troppe…ed almeno toglietele da davanti i monumenti come vicino al violino in stazione.Si era detto che le bici dovessero cmq essere riposte in zone adatte allo stazionamento delle due ruote…invece mi pare siano sparse dappertatutto…io se metto la bici sul marciapiede o davanti ad un monumento me la portano via!!!!

  • brontolo

    Nonché il fatto che le rastrelliere sono cmq pubbliche e nn a disposizione di un servizio privato di bike sharing…ormai nn si sa piu dove mettere la bici con conseguente aumento del caos e del disordine!!!e poi vorrei vedere gli stupefacenti dati di noleggio bici a cremona !!!ma mi faccia il piacere…

  • Sorcio Verde

    Il fatto che siano tutte concentrate in un posto vuol dire che non vengono usate, quando sono ferme nessuno paga e non c’é guadagno. E’ come vedere un negozio vuoto senza clienti, quindi non parlerei proprio di successo.

  • Mirko

    Allibito, finiranno in po’ o nei vari fossi come quelli di Venezia e milano

  • Gino Testi

    Dopo l’invasione delle statue e installazioni stradivariane, ci mancava anche quella delle biciclette arancioni… Sovradimensionate, occupano i portabiciclette pubblici, contribuiscono al caos della città che rimane una piccola città di provincia.
    Servirebbero meno voli pindarici e più realismo, passi lunghi come la gamba si sentiva dire da bambini…
    Dietro a queste iniziative ci leggo solo una grande frustrazione per non accettare l’evidenza di essere una città piccola, provinciale, isolata economicamente, senza particolari ambizioni… Una città sempre più vecchia e immobile, come gran parte del Paese…

    • Paolo M.

      Sarà piccola e provinciale perché l’imprinting dato al cremonese è sempre stato “passi lunghi come la gamba”?

      • Gino Testi

        E’ “piccola” e “provinciale” come effetto di elementi territoriali e urbanistici de facto. Uno può anche immaginare di essere a Londra e provare a scopiazzare qualcosa, ma Cremona resta. Piccola (per estensione) e provinciale (per collocazione geografica rispetto ai grandi centri nazionali). Il che non ha necessariamente un’accezione negativa.
        Il ‘passo lungo come la gamba’ significa semplicemente che una città, proprio per estensione e dimensioni (urbanistica, economica, sociale…) deve per lo meno provare a fare quello cui è vocata dalla sua ‘identità’: far funzionare quanto esiste già, ad esempio, tipo le piste ciclabili che fanno pena o il fondo stradale (pure); far funzionare meglio la viabilità che ha effetti paradossali sulla mobilità delle persone; contrastare l’impatto devastante dell’inquinamento…
        Un investimento di questa portata del bike-sharing non ha senso, anche a partire dalla presenza reale di turisti che dovrebbero rappresentare il target principale…

        • Paolo M.

          Grazie per la lezione prof. Ma ho vissuto anch’io a Cremona e credo di conoscerla.
          Con quello che scrive non fa altro che confermare il mio intervento precedente.
          Fortunatamente i nostri avi non ragionavano come lei, altrimenti invece delle torre campanaria più alta d’europa, avremmo un modesto campanile, magari con una campanuccia non troppo grande.

          • Gino Testi

            Con quello che scrive lei, invece, non fa che confermare che evidentemente ha qualcosa o qualcuno da difendere (non è per caso che anche lei appartiene a quell’ameno movimento che si denomina “Fare nuova la città”…?). Legga anche gli altri commenti, se riesce a togliersi le fette di salame (cremonese) dagli occhi e ragionare senza pregiudiziale, pretestuoso spirito polemico.
            Se anche vivessimo all’ombra di un modesto campanile cosa cambierebbe? In un’epoca in cui si teorizza la decrescita, lei continua a credere di vivere a New York o Parigi ma guardi fuori dalla finestra: abita a Cremona…
            (Tra l’alto il parcheggio selvaggio delle bici cinesi genererà nuove abarriere architettoniche rendendo la mobilità dei disabili ancora più difficile… Ma è il progresso, no?)

          • Paolo M.

            Capita di prendere delle cantonate, ma come questa è difficile. 😂
            Paolo Mantovani, sono un commerciante, assolutamente lontano da questa amministrazione .
            L’unico interesse che cerco di difendere è quello della ragione

  • Daniro Auro Mandelli

    Sicuramente a Cremona servono più reggi bici pubblici in assoluto in quanto chi usa la bici fa fatica a reperire spazi di sosta che non siano i muri delle case o ai pali della segnaletica. Si dirà che basterebbe un cavalletto: giusto ma spesso la bici resta “in mezzo ai piedi”. Per compensare l’arrivo delle nuove bici e diffonderne l’uso personalmente creerei molti più punti di sosta (magari facendoli sponsorizzare al gestore) e nella fattispecie li posizionerei al posto dei parcheggi auto diciamo “di difficile accesso” o anche pericolosi come quelli disegnati appena prima dei passaggi pedonali che occultano la vista dei pedoni in attraversamento.