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Caso Garioni: parte civile
uno dei minori che avrebbe
subito gli abusi più gravi

Nella foto, Garioni (a destra) con uno dei suoi avvocati Michele Tolomini

L’avvocato Grazioli

Davanti al gup Letizia Platè è tornato il caso che vede imputato Giuseppe Garioni, 55 anni, dipendente dell’amministrazione provinciale ed ex presidente della società di calcio Il Torrazzo, accusato di violenza sessuale su minori aggravata dall’abuso di autorità e di prostituzione minorile. Oggi in udienza una delle presunte vittime, il ragazzino oggi 17enne che avrebbe subito gli abusi più pesanti, si è costituito parte civile attraverso l’avvocato Cesare Grazioli.

Da parte sua la difesa, rappresentata dagli avvocati Michele Tolomini e Luigi Frattini, ha depositato una corposa documentazione contenente indagini difensive con la testimonianza di cinque persone in favore di Garioni. A questo punto il pm Carlotta Bernardini, che per il 55enne aveva già chiesto il rinvio a giudizio, ha chiesto tempo per poter visionare le carte ed eventualmente decidere se approfondire o meno le indagini. L’udienza è stata quindi rinviata al prossimo 31 gennaio. Per Garioni, sottoposto al divieto di allontanarsi dalla propria abitazione dalle 20 alle 06 e di frequentare luoghi di abituale ritrovo di minori, la difesa chiederà il rito abbreviato.

L’imputato era finito agli arresti il 14 dicembre dello scorso anno da parte degli uomini della squadra mobile. Secondo l’accusa, per anni avrebbe approfittato della sua posizione per usare violenza sui giovanissimi giocatori con carezze e toccamenti nelle parti intime. Solo in un caso avrebbe pagato uno dei ragazzini per gli abusi. Ad incastrare il 55enne, le telecamere, le intercettazioni e le testimonianze incrociate degli stessi ragazzi.

Sei i casi contestati nei confronti di giovanissimi, molti con situazioni economicamente difficili alle spalle. Uno degli episodi sarebbe avvenuto tra il 2009 e il 2010, mentre gli altri nel 2015 e nel 2016. Le presunte violenze si sarebbero consumate o sarebbero state tentate nella sede dell’associazione sportiva attigua al campo da calcio, presso l’abitazione di Garioni, sul pulmino dell’associazione sportiva da lui guidato e nello spogliatoio del campo da calcio.

Il caso più grave è proprio quello del ragazzino che si è costituito parte civile. A casa di Garioni, durante i compiti pomeridiani, sarebbe stato costretto a subire atti sessuali, ad abbracciare e baciare più volte l’imputato, inchiodato dalle immagini delle telecamere che gli inquirenti avevano piazzato nell’appartamento. A carico del 55enne, anche le conversazioni telefoniche durante le quali si metteva d’accordo con le presunte vittime affinchè andassero a casa sua con la scusa di fare i compiti.

Sentito lo scorso 22 marzo dal giudice Pierpaolo Beluzzi, il ragazzino, all’epoca 15enne, aveva confermato le accuse.

Sara Pizzorni

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