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Per Capodanno
evitare i botti che
infastidiscono gli animali

Lettera scritta da Associazione Una Cremona

Abbiamo appreso dell’ordinanza firmata dal sindaco di Cremona in merito all’uso di “artifici pirotecnici” sul territorio comunale in questi giorni – essa è in vigore dal 30 dicembre 2017 al 2 gennaio 2018 – … anche se, ad oggi 29 dicembre, abbiamo avuto notizia di cittadini che lamentano il disturbo (per sé o per gli animali) dovuto all’uso di botti/petardi e probabilmente dopo il clou di fine anno si proseguirà fino all’Epifania (come in anni passati).

Al momento, ai Comuni non è data facoltà di vietare completamente i botti (stesso discorso dei circhi con animali: non si può vietare localmente ciò che a livello nazionale è permesso…), ma essi possono soltanto emanare raccomandazioni e limitazioni circa l’uso di botti e petardi in occasione del Capodanno.

Quest’anno, il Comune di Cremona introduce una distinzione tra il centro (o “Zona di Particolare Rilevanza Urbanistica”!), dove “in luoghi pubblici e nelle aree private assoggettate a servitù di pubblico passaggio, è fatto divieto di far esplodere artifici pirotecnici di libera vendita che abbiano effetto scoppiettante, crepitante o fischiante quali ad esempio raudi e petardi”, e la periferia, dove questi prodotti sono permessi “a condizione di non costituire disturbo, danno o molestia a persone o animali ovvero conseguenze di qualsiasi genere o natura sugli spazi pubblici comunali”.

Distinzioni, quindi, in merito alla tipologia di artifici pirotecnici ma anche per quanto riguarda la qualificazione dei luoghi (per la periferia, importa solo non produrre conseguenze sugli spazi pubblici comunali…!!). Non sappiamo la ragione di questa scelta, ma non crediamo che sia corretto istituire tra i cittadini privilegi tra chi potrà (in teoria) evitarsi situazioni di disturbo e chi invece dovrà sopportarle… a meno di riuscire a far comprendere “il disturbo, il danno o la molestia” a chi sceglie di festeggiare così il Capodanno. Come si possa fare, sinceramente, non sappiamo dirlo. Forse la questione centro/periferia si riallaccia al discorso della tutela della qualità dell’aria, visto che fuochi, petardi e botti contribuiscono all’inquinamento che già
è molto accentuato nella nostra zona (come richiamato anche nell’ordinanza).

Un capoverso è dedicato alla raccomandazione per i proprietari di animali d’affezione di vigilare perché il disagio determinato agli animali dai botti esplosi nei luoghi permessi non causi danni a persone o agli animali stessi (citando, giustamente, il rischio di smarrimento o di incidenti stradali). Giustamente gli umani che convivono con animali devono assumersene la responsabilità, ma noi pensiamo che dovrebbe essere aumentata anche la responsabilità in coloro che causeranno comunque agli animali stress e disturbi fisici come tachicardia,
scegliendo di non rinunciare a una “tradizione” ormai diventata esagerata…

Manca completamente, nel testo emanato dal sindaco, il riferimento agli animali selvatici che soffriranno anch’essi per l’esplosione di botti e petardi, oltre ad essere esposti al pericolo di venire in contatto con artifici pirotecnici inesplosi. La soluzione migliore e auspicabile sarebbe che si rinunciasse collettivamente a ricorrere a questa “tradizione”, mantenendo solo
(moderatamente) quegli artifici pirotecnici ad effetto luminoso che non producano rumori molesti.

Dal momento che questo sembra poco attuabile nell’immediato, speriamo che ci siano poche segnalazioni, ma che alle segnalazioni che (sicuramente) verranno fatte alle forze dell’ordine segua almeno una puntuale e pronta applicazione della stessa (sanzione: 150 euro).

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