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Masi (Lgh): 'Il parere Anac?
Nessun impatto su
operatività del gruppo'

Il tavolo di presentazione della riorganizzazione di Lgh a Cremona, lo scorso novembre.

Lgh risponde con gli ottimi risultati di bilancio (leggi qui) alle critiche mosse da Anac sulle modalità con cui è avvenuta la partnership con A2A, e lo fa attraverso le parole dell’amministrazione delegato Massimiliano Masi, intervistato da Giovanni Palisto per Cremona1 Tv. L’operazione – è in sintesi il giudizio dell’a.d. – va valutata nella misura in cui “porta a risultati concreti e misurabili. Rispettiamo il lavoro delle autorità competenti, ma noi dobbiamo dimostrare i risultati concreti di quell’operazione e i numeri che portiamo ai nostri soci sono positivi e potranno migliorare nel tempo”. In un contesto di competitività internazionale, dove occorre negoziare prezzi di materie prime e sistemi di produzione in continuo divenire, piccolo non sempre è bello. E nel ricordare che l’operazione conclusa ad agosto 2016 è stata frutto di lunghe trattative vagliate e suffragate da svariati consulenti giuridico finanziari, Masi ne conferma bontà e validità, richiamando anche la necessità che il Paese mostri maggiore coraggio a percorrere la strada delle aggregazioni: “Quando si sceglie un partner si valutano gli aspetti che possono portare ai benefici. Con A2A, Lgh condivideva regione territoriale di appartenenza e settore; A2A è la prima multiutility italiana e portava con sé benefici e sinergie immediatamente fruibili per l’azienda. Scelta del partner, negoziazione, condivisione dei risultati sono stati i passaggi dell’operazione”. “Questa pronuncia non ha nessun impatto sull’operatività del gruppo – ha aggiunto-. C’è un problema di iter amministrativo, ma siamo convinti che questo sia stato corrrispondente alle leggi”.

IL FUTURO DI LGH A CREMONA – Il settore energetico esige dimensioni sempre maggiori da parte degli operatori: “La materia prima proviene da Paesi con una certa geopolitica, per produrre energia bisogna disporre di grandi impianti, per negoziare coi fornitori bisogna avere numeri importanti. Occorre coniugare tutto questo con la capacità di stare sul territorio e rispondere prontamente alle richieste: è esattamente questo il modello che si sta portando avanti”. E che A2A sta continuando con la prossima possibile aggregazione nella multiutility del nord Lombardia di Monza, Varese e Como. L’integrazione tra le competenze professionali di A2A e Lgh va in entrambe le direzioni: “Le persone di Lgh sono spesso le più propositive all’interno delle dinamiche del gruppo” e a Cremona è stata assegnata la specializzazione nello studio e progettazione di forme di produzione energetica alternative ai fossili (passaggio formale a giugno 2018 da Linea Reti e Impianti a Linea Green). In questo ambito è al lavoro un gruppo di ingegneri che sta studiando il modo per rendere concreta la promessa che l’amministrazione Galimberti ha fatto fin dal 2014, ossia la realizzazione di un impianto alternativo all’incenerimento dei rifiuti, qual è quello di san Rocco, per alimentare la rete di teleriscaldamento. Una strada obbligata quella del passaggio all’economia green anche in considerazione del fatto che “nei prossimi decenni i combustibili fossili spariranno”.  Al momento i risultati degli studi non sono stati resi noti. Ancora nell’ambito della riorganizzazione  societaria, c’è stato un importante ‘matrimonio nel matrimonio’ ossia la fusione di LineaCom, la società tecnologica del gruppo, in A2A Smart city che si pone come “il fondamento per la città del futuro e anche per lo sviluppo di tecnologie applicate alle zone rurali”.

Il fatto che Lgh sia sempre meno di proprietà del Comune di Comune (Cremona tramite Aem è scesa dal 33% a 15%) non significa – assicura Masi – che sia stato perso il legame col territorio: “Le società quotate in borsa non sono ‘cattive’ di per sé, quello che conta è la qualità del servizio”. In altri termini: perdi clienti e quindi valore se il servizio scende di qualità.

Sarà l’assemblea dei soci Lgh del 19 aprile a decidere come investire quei 10 milioni di utile che il 2017 ha portato con sé, una cifra che Aem e soci (le municipalizzate di Rovato, Crema, Pavia e Lodi) non vedevano da anni. g.biagi

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Commenti
  • Gianluca

    Per quanto ovvio l’amministratore delegato non potrà certamente parlare male della società che lo stipendia e dell’operazione incriminata. Al limite ci sarà qualche sanzione che ovviamente sarà scaricata sull’utenza, e stop.

    • Gilberto Girardi

      Scaricata sull’utenza come gli utili che ritornano nelle casse del Comune di Cremona…

  • Sorcio Verde

    Ma quel signore al centro del tavolo, cosa aspetta a dimettersi? Nell’amministrare questa città ha sbagliato tutto, che getti la spugna prima del K.O.!