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False compensazioni d'imposta
Indagini sul cremonese, GdF
sequestra beni per 1 milione

I finanzieri del Nucleo Polizia Economico Finanziaria di Cremona hanno eseguito articolate indagini di polizia giudiziaria, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Modena, Marco Imperato, che hanno portato all’individuazione di una frode relativa a compensazioni tributarie effettuate mediante la cessione di crediti inesistenti.

L’autore della frode B.G.M., di anni 46 originario di Corigliano Calabro e residente in Carpi, generava per il tramite di alcune società falsi crediti di imposta utilizzati successivamente per compensare debiti erariali di soggetti terzi, attraverso lo strumento dell’accollo del debito. Le società riconducibili all’ideatore della frode, tutte con sede nella provincia di Modena, risultavano operare nel settore della logistica integrata ai trasporti.
Le indagini, inizialmente partite da Cremona, hanno consentito di acclarare il coinvolgimento di oltre 100 contribuenti che hanno illegittimamente beneficiato dei falsi crediti, ubicati in Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Campania e Calabria. Per 13 di questi soggetti, è scattata la denuncia in quanto le illecite compensazioni hanno superato la soglia dei € 50.000 per anno.

Nei confronti dell’ideatore della frode è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Contestualmente sono state eseguite alcune perquisizioni in provincia di Modena presso un’abitazione e presso le sedi delle società che generavano i falsi crediti. Le illecite compensazioni venivano attuate attraverso il materiale inserimento, da parte di B.G.M., per conto dei beneficiari, dei modelli di pagamento predisposti dall’amministrazione Finanziaria, F24, nel sistema dell’Anagrafe Tributaria.
L’ideatore della frode proponeva a contribuenti compiacenti di saldare le loro pendenze con l’Erario, accollandosi direttamente i loro debiti, a fronte di un compenso mediamente pari al 30% dell’importo illecitamente compensato. Nelle dichiarazioni fiscali dei soggetti indagati non risultavano importi a debito poiché questi venivano compensati con crediti inesistenti generati dalle società riconducibili all’autore della frode.
Complessivamente sono state accertate fraudolente compensazioni per un ammontare di circa 3,5 milioni di euro. Nell’ambito dell’attività è stato eseguito un decreto di sequestro per equivalente finalizzato alla confisca, emesso dal GIP del Tribunale di Modena, che ha permesso di requisire liquidità presenti su numerosi rapporti bancari, quattro abitazioni ed un immobile industriale situati nelle provincie di Modena e Ferrara, per un valore complessivo di circa 1 milione di euro.

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