Un commento

Omicidio di Canneto:
centinaia di persone per
l'ultimo saluto a Paola

Foto Sessa

Due lunghissimi applausi hanno accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa parrocchiale di Canneto sull’Oglio. Centinaia di persone hanno voluto essere presenti per l’ultimo saluto a Paola Beretta, la bibliotecaria vittima sabato pomeriggio della follia di Barbara Chmurzynska,  la badante polacca di 58 anni responsabile dell’omicidio e del ferimento di altre due persone.
La bara ricoperta di fiori, già in chiesa dalle 9.30 di questa mattina, ha preceduto l’arrivo di tutta la comunità di Canneto, di amici, autorità e conoscenti provenienti dai paesi vicini, che si sono stretti in un sentito abbraccio ai parenti di Paola: il marito Matteo, i figli Giulia, Lorenzo, Gabriele, le sorelle e il fratello Andrea, la mamma Luigina, presente con grande compostezza tra le prime file.
A celebrare la funzione don Alfredo Rocca, parroco di Canneto, accompagnato nell’omelia da don Luigi Ballarini, ex parroco del paese e ora ad Asola, oltre che da don Massimo Sanni, parroco di Calvatone, don Guglielmo Gabella di Canneto, e dal diacono Ivan Arienti. Toccanti le parole proprio di don Ballarini, a cui la famiglia ha voluto affidare l’ultimo ricordo: “Mai avrei pensato di dover tornare a Canneto, nel paese in cui sono stato parroco e in cui ho conosciuto Paola, per la sua morte – ha detto . Una morte tragica, assurda, inconcepibile. Mai avrei pensato di condividere con voi così tante domande. Ma Paola certamente direbbe: “Chi siamo noi per giudicare? Che cosa possiamo sapere noi di che cosa sta dietro la malattia, la storia di disperazione di quella donna?”. Parole forti, difficili, quelle del parroco che hanno avvolto di un silenzio sacrale l’atmosfera composta che per tutto il tempo si percepiva all’interno, come fuori, dalla chiesa. Poi il riserbo dignitoso e attento mostrato dalla famiglia e dai parenti e amici più stretti si è rotto trasformandosi in pianto, quando nell’omelia don Ballarini si è rivolto ai figli. “A Giulia ora Paola direbbe ‘buon compleanno’; a Lorenzo ‘in bocca al lupo per il test di ammissione all’università’; a Gabriele ‘forza e coraggio per il lavoro che ha voluto scegliere’, e la commozione da palpabile è diventata visibile. Tutti i presenti da oggi saranno testimoni dell’impegno e dell’amore per la vita e per la cultura che Paola aveva mostrato in vita. È stato lo stesso parroco a sottolinearlo: “La morte di Paola ha prodotto un frutto. Ha unito il paese in un immenso gesto di solidarietà, chiamandoci ad aggiungere ciascuno un passo a quello che è stato il suo cammino”.

Michela Cotelli

Fotografie di Francesco Sessa

 

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Commenti
  • Andrea Ferrari

    Se vogliamo disturbare la nostra coscienza
    capiremmo che la “mandante” è stata la nostra indifferenza