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Dal sottosuolo di Calvatone
spuntano 140 monete
romane del III secolo d.C

Eccezionale scoperta negli scavi archeologici in corso a Calvatone, l’antica Bedriacum, illustrati questa mattina. Tra le macerie di uno degli edifici di un quartiere residenziale mai indagato prima d’ora, tra edifici in stato di degrado, sono state trovate 140 monete databili all’età di Gallieno alla metà del III secolo d.C. La loro posizione indica chiaramente che all’epoca del loro seppellimento questo settore di Bedriacum era già caduto in rovina, era stato abbandonato e soggetto a spoliazioni. Un dato storico assolutamente nuovo: finora si era ipotizzato che la crisi dell’abitato romano e il suo abbandono fossero avvenuti solo nel IV – V secolo.

Le ultime indagini archeologiche dell’Università degli Studi di Milano concentrate in località Costa di S.Andrea di proprietà dell’Amministrazione provinciale e dirette dal 2005 dalla professoressa Maria Teresa Grassi hanno portato a una straordinaria scoperta: un ripostiglio di 140 monete databili dall’età di Gallieno, imperatore tra il 253 e il 268 dopo Cristo. Lo scavo ha interessato un quartiere mai indagato prima d’ora e, tra le macerie che delineavano un forte degrado dell’ambiente, è stato trovato questo deposito di monete collocate su un fondo di un vaso di ceramica per evitare che si disperdessero. Le monete sono degli “antoniani”, una moneta introdotta dall’imperatore Caracalla, all’inizio del III secolo del valore di un doppio denario, ufficialmente d’argento ma in realtà solo “argentate” con le effigie dell’imperatore Gallieno e della moglie Solonina. Attualmente le monete sono in restauro in un laboratorio specializzato secondo le indicazioni della Università di Milano e della Soprintendenza.
E’ stata la professoressa Maria Teresa Grassi a illustrare ieri nel “Visitors Centre di Calvatone-Bedriacum” l’importanza del ritrovamento. “Finora si era sempre pensato che la crisi dell’abitato romano di Bedriacum e il suo abbandono fossero avvenuti soltanto nel IV-V secolo. – ha detto la responsabile dello scavo – Per nostra fortuna, proprio in una parte degradata del vicus abbiamo ritrovato questo deposito di monete, probabilmente nascosto da un privato introno al 260 dC in una zona già da tempo abbandonata e quindi ‘non a rischio’. Il proprietario delle monete, per cause che non conosciamo, dopo averle seppellite non ha più potuto recuperare il suo tesoretto. Le monete ci permettono di datare l’abbandono di Bedriacum molto tempo prima del IV-V secolo, addirittura nel 260 dC il luogo era già abbandonato, in macerie e degradato”.
La scoperta consente quindi di anticipare l’abbandono di Bedriacum a una grande crisi precedente, forse subito dopo la battaglia del 69 dC a cui fece probabilmente seguito una grande crisi economica nel II secolo e l’addio al luogo.
Ma a Bedriacum le sorprese non finiscono mai e la campagna di scavo della prossima primavera potrebbero dare nuovi sviluppi dopo quelle del settore residenziale di tre anni fa con i due straordinari mosaici della Domus del Labirinto e dalla Domus del Kantharos o del quartiere degli artigiani.
Al termine della presentazione, il sindaco di Calvatone ha proposto il conferimento della cittadinanza onoraria alla professoressa Grassi.

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