Un commento

Strage di gatti a Sospiro
L'incubo delle esche
avvelenate

Nella foto, una delle carcasse trovate a Sospiro e un'immagine di repertorio di bocconi avvelenati

A Sospiro è incubo esche avvelenate. In questi ultimi giorni c’è stata una vera e propria strage di gatti che non trova spiegazione se non nel fatto che qualcuno si stia ‘divertendo’ a spargere veleno in varie zone del paese per far morire i poveri animali che a quanto pare fanno parte di una colonia che gravita nei pressi della chiesa, in via Lonati e ancora nelle vicinanze in un piccolo parco nell’area dell’oasi. Tre le carcasse trovate a distanza di pochi metri l’una dall’altra da parte di una residente: due che galleggiavano in un canale e una in un cespuglio. Altri sette gatti morti sono stati segnalati da altre persone residenti a Sospiro che hanno lanciato l’allarme sulle pagine di facebook. Di esche avvelenate non ne sono state trovate, ma si tratta quasi sicuramente di decessi provocati da veleno. Delle carcasse sono state scattate delle fotografie e la segnalazione è arrivata sia agli uffici comunali che alla caserma dei carabinieri. In queste ore, inoltre, sempre dalle pagine dei social network e dai messaggi su whatsApp si sta mettendo in guardia sulla presenza sospetta di un uomo che si aggira su una macchina scura in zona Ossolaro a Paderno Ponchielli e che sembra sia interessato a catturare gatti randagi. Qualcuno lo ha avvistato mentre curava una piccola colonia di mici e alla richiesta di cosa stesse facendo, l’uomo, descritto come caucasico, magro, altezza media, capelli lunghi e folti, è improvvisamente partito a forte velocità come se fosse stato colto sul fatto. L’intenzione, probabilmente, era quella di voler commettere qualche atto crudele. Anche di quest’ultimo episodio le autorità sono già state avvertite. Un’ultima segnalazione, infine, arriva da Sesto cremonese, dove si raccomanda ai proprietari di cani e gatti di prestare la massima attenzione in quanto qualcuno in zona cimitero ha sparso veleno per topi in grande quantità.

Sara Pizzorni 

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Commenti
  • Betty

    Vergognatevi.