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Vertenza Maschio
Gaspardo, l'azienda
chiama in causa il Comune

Nella giornata dello sciopero del personale delle ex officine Feraboli, poi gruppo Maschio-Gaspardo (leggi qui), l’azienda precisa la sua posizione in merito. “Nel nuovo piano industriale 2019-2022 del Gruppo Maschio Gaspardo – si legge in un comunicato –   è previsto il trasferimento, in data non ancora definita, dello stabilimento produttivo di Maschio Fienagione Spa sito a Cremona in via Bredina 6 in una nuova sede produttiva sempre nella provincia di Cremona; procedura comunque già avviata da tempo con le autorità.

Questa decisione deriva dalla scelta di non procedere ad un costoso ammodernamento dell’attuale sito ma di favorire l’utilizzo dell’area per scopi diversi.  Poiché ciò comporta un esubero di personale, l’azienda ha chiesto al comune il cambiamento di destinazione dell’area che favorirebbe l’assorbimento naturale delle risorse eccedenti. Il Gruppo – conclude il comunicato –  è fiducioso di poter trovare al più presto una soluzione condivisa che possa ridurre al minimo l’impatto sociale”.

La richiesta di poter cambiare destinazione d’uso all’area (da produttiva a terziario – commerciale), era stata fatta già da lungo tempo dalla proprietà al Comune che però, attraverso l’assessore Andrea Virgilio, aveva dichiarato che al di là delle dichiarazioni di intenti e di disponibilità al mantenimento dei posti di lavoro, non erano state prodotte garanzie sostanziali, tali da poter assicurare quanto prospettato. Per questo, pur non precludendo una nuova concertazione con tutte le parti sociali coinvolte, la richiesta presentata in sede di variante al Pgt era stata rigettata. g.b.

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