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Sciopero alla Maschio
Fienagione: a rischio
50 posti di lavoro

E’ in corso in queste ore uno sciopero presso l’azienda Maschio Fienagione (ex Feraboli), da parte dei 150 dipendenti, che hanno completamente fermato la produzione. Lo sciopero è stato indetto questa mattina, venerdì 9 novembre, dalla Fiom – Cgil dopo un’assemblea avvenuta in azienda e vede la partecipazione unanime dei lavoratori del magazzino e della produzione, ma non degli impiegati amministrativi. Il problema riguarda la volontà di tagliare 50 posti di lavoro, ma anche lo spostamento della produzione da Cremona. E’ in corso infatti da tempo un braccio di ferro tra l’Amministrazione comunale e la stessa Maschio Fienagione, che ha chiesto una variante al PGT per trasformare l’area da produttiva a commerciale, ricevendo il rifiuto del comune. La chiusura istituzionale, tuttavia, come ha sempre detto l’assessore all’Area Vasta e al Patrimonio Andrea Virgilio, non è definitiva e potrebbe essere rimasta una porta aperta, anche se lunedì 5 novembre è stata nuovamente ribadita, come affermano i delegati sindacali. Contestualmente l’azienda ha anche annunciato la necessità di tagliare un terzo dei posti di lavoro. Per quanto riguarda il trasferimento non ci sarebbero opposizioni di principio da parte della Fiom, che però chiede chiarezza. Le ipotesi per il nuovo stabilimento riguardavano il sito dell’ex Ocean di Verolanuova e le ex Cantine Ferrari di Dosimo, ma l’opzione più accreditata è quella dell’area dell’ex Vivi Bike di Pozzaglio.

“Innanzitutto – dice Ivan Gilberti, delegato Fiom – vogliamo che l’azienda ci spieghi com’è realmente la situazione. Questa estate, con tanto di comunicati ufficiali, andava tutto bene, ora invece è comparso un ammanco di 3 milioni di euro, che è lo stesso di quando Maschio ha rilevato l’azienda ed è strano perché nel frattempo la produzione è, di fatto, raddoppiata: qualcosa quindi non torna”. Anche perché, come sottolinea ancora il sindacalista “non sarebbe giusto che a pagare fossero i lavoratori, cui sono stati chiesti anche degli straordinari in estate, se l’azienda fosse stata gestita male”. Per i dipendenti si è trattato quindi di un fulmine a ciel sereno e in questi momenti si sta tentando di fissare un incontro tra l’azienda, i lavoratori e le parti sociali che possa risolvere la situazione, anche se tra gli scioperanti serpeggia un certo pessimismo. “E’ da mesi – conclude Gilberti – che chiediamo un incontro con l’azienda, ma finora ci è sempre stato negato. In più sia noi che il Comune abbiamo chiesto che ci venisse fornito un piano gestionale per iscritto, cosa mai avvenuta”. La data più probabile, in ogni caso, è quella di lunedì 12 novembre, anche complice il ‘ponte’ di S. Omobono che terrebbe comunque chiusa la Maschio Fienagione, mentre mercoledì 14 è già fissato il nuovo tavolo cui siederà anche l’Amministrazione. La Fiom sta quindi, come detto, spingendo per avere un incontro preliminare con l’azienda, in modo da poter partecipare attivamente alla discussione del 14. I sindacalisti temono che l’annuncio del taglio del personale serva a mettere alle strette il Comune affinché conceda la trasformazione dell’area in commerciale senza che vi siano assicurazioni formali circa la conservazione dei posti di lavoro.

Mauro Taino

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